(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time, considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e, per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra. bella o brutta che sia,mi soddisfa e tanto mi basta.
poi c'è il pianto lamentoso di uno degli artefici dei costosi disastri anti covid.
tutte cose che stanno passando come bazzecole scusabili per via dell'emergenza.
tutt'altra storia quando si deve giudicare qualcosa che rischia di dare un buon esempio da emulare come nel caso di Mimmo Lucano (tredici anni e due mesi non li prendono neanche gli omicidi).
(un acronimo che a vederlo scritto ricorda una pernacchia), per ora ho solo scaricato il pdf ripromettendomi di leggerlo (nonostante dopo le prime righe già mi calasse la palpebra).
in compenso mi son vista la diretta, anzi l'ho ascoltata perché dopo quattro ore di orto mi son stesa con gli occhi chiusi dopo un quarto d'ora anche per via del fatto che il premier ha preferito tenere la mascherina e dunque c'era poco da intendere tra gli sguardi.
naturalmente tengo d'occhio i media intimoriti dalla consueta draconiana laconicità, fatta eccezione per l'articolo del manifesto di alfonso gianni che fa una lettura analoga all'impressione che ne ho ricavato.
come un senso di mancanza di sapore in una pietanza che prometteva un appagamento del gusto e di tutti gli altri sensi, deludente come se, alzato il coperchio, nel piatto si fosse trovato il menù con la lista degli ingredienti.
una presentazione piatta, scevra di qualsivoglia malcelato riferimento a una parte o all'altra (leggesi sinistra o destra politica), ma sicuramente non di sinistra.
un Draghi comunista nessuno se lo aspettava, ma per quello che ho visto fino ad ora direi più di destra che di sinistra e sorrido pensando alle difficoltà della meloni di andargli contro.
posso solo immaginare che il bello debba ancora venire, nel senso che un tale glaciale pragmatismo verrà utile nel condurre in porto le riforme e fare bella figura agli appuntamenti che si avvicinano oltre che a garantire che i denari raccolti vengano effettivamente devoluti come da programma.
l'entusiasmo o anche solo quel briciolo di energia che serve ad accompagnare ogni impresa di successo vedremo di mettercelo 'in proprio' partendo dall'incrociare le dita di una mano e con l'altra stringere ocurnicello.
andrò a caccia di un cenno sulla questione migranti, jus soli e altre vicende connesse ai temi sociali, nel pnrr c'è un capitolo sull'inclusione partirò da quello...
al primo giro, in senato, le facce che accompagnavano gli applausi un po' a casaccio apparivano tra il basito e l'ottuso.
poi è iniziato il dibattito e mi sono sorti i primi sospetti: 'ma avranno capito?'
no, perché, una volta tanto, a me il discorso è risultato chiaro e limpido mentre le repliche dei parlamentari confuse e inappropriate.
i più avevano il tono del monito o del rimprovero, altri incalzavano con proposte e temi, che il neo premier aveva appena finito di elencare, come fossero loro idee testé nate o professate e avversate da anni e anni (boh?).
vabbè, mi son detta, son rimasti un po' scossi, diamogli tempo, ma il giorno dopo stessa solfa nonostante una replica ancor più dettagliata in cui Draghi ha cannoneggiato buona parte degli schieramenti politici da sinistra alla lega, ma ancora niente e allora il dubbio è diventata certezza: nessuno (o molto pochi) hanno capito.
infatti, in un battibaleno, le beghe hanno nuovamente rubato la scena alle 'priorità del paese' con eterne discussioni su scissioni, dissensi, esclusioni, intergruppi e distinguo di vario genere e natura.
mentre mi chiedo cosa si inventeranno quando capiranno come stanno per mettersi a girare le cose, mi godo la faccia di giorgetti (alias 'voglia di lavorare saltami addosso, anzi lavora tu che io non posso) seduto al tavolo delle grosse grane affidategli perfidamente da Draghi (sottotitolo: 'avete la ricetta per le vertenze industriali? bene, godetevele e divertitevi') e cerco di appassionarmi allo sbarco marziano e scacciare la parte qualunquista che alberga nel mio profondo e sussurra: 'ma porca troia, con tutto quello che ecc, ecc...'
ho pure seguito l'intervento del presidente dell'agenzia spaziale italiana (giorgio saccoccia) a cui era appunto stato posto lo stesso quesito a cui ha risposto un po' impacciato con diverse argomentazioni tra cui quella che ci si propone di studiare come portare sul pianeta rosso tutto ciò che occorre a rendere possibile l'esistenza umana data la crisi in cui versa il nostro pianeta e le grandi difficoltà di questo scopo viste le avverse condizioni.
cioè (dico io) ci sforziamo di far rinascere un pianeta più morto e defunto del nostro per portarlo poi nelle stesse condizioni in cui abbiamo ridotto il nostro?
il toro scatenato si dimena a più non posso nonostante le ferite mortali che presto lo faranno stramazzare nell'arena.
immagine fin troppo aulica, forse sarebbe meglio (dopo le dichiarazioni serali di ieri) un tso sanitario.
un candidato capace di esprimersi come il presidente uscente è immeritevole a prescindere.
ci penseranno le diplomazie, le borse, magari i giudici, e pure i compari di partito a contenerlo e 'consolare' i suoi irriducibili fan che più prima che poi neanche si ricorderanno che sia mai esistito e perché si siano armati.
sul nuovo che arriverà che dire? che è vero che dietro a un grande uomo c'è sempre una grande donna... Kamala, praticamente una predestinata.
il vento è cambiato, ma nessuno dica che gli americani sono stati i primi a spazzare gli insopportabili arroganti ladri e cialtroni... qui da noi ci siamo passati molto prima di loro, tra cavalieri e capitani, diciamo che stiamo annientando la seconda generazione il cui più 'esimio' rappresentante sarà in lacrime per la sconfitta del suo preferito.
lo so... è un giorno triste per molti.
io invece mi godo l'attimo di una fuggente felicità.
prima il festival del cinema di venezia, adesso il mondiale di ciclismo.
l'Italia sta volando dimostrandosi capace di sfidare e prendersi anche delle piccole soddisfazioni sul resto del mondo che per mesi l'ha derisa e irrisa.
un successo la prima manifestazione cinematografica del post covid e un mondiale organizzato in soli venti giorni dopo la rinuncia della svizzera e addirittura una medaglia d'oro spettacolare (la prima della storia) nella gara a cronometro maschile.
e poi l'uno due di Mattarella che in un batti baleno, inaspettatamente, sferra un destro micidiale al premier inglese... son soddisfazioni, sono.
... e tre.. il giorno dopo arriva anche il bronzo argentato di elisa longo bordini!
posso dire che l'arrivo della tappa odierna del tour più sfigato della storia vale l'attesa di imprese mai tentate e la delusione generale.
due atleti, compagni di squadra, che si giocano l'arrivo abbracciati a due all'ora che lasciano al caso e al centimetro del foto finish l'onere di decretare la vittoria dopo salite impossibili e una fuga lunghissima che ha abbattuto quei pochi che ancora riescono a pedalare.
forse (direi sicuramente) il vincitore finale è lo stesso che li ha inseguiti in giallo, ma per una volta si è visto qualcosa dal sapore 'antico'...
invece io come fa la goccia che alla fine buca la montagna pianto di un centimetro al giorno i paletti dei nuovi cancelli perché le forze sono sempre al lumicino, ma è già un successo esser riuscita a tornare a uscire e far finta di lavorare.
ieri sera pensavo che se tutto va come ora i primi di settembre siamo a quota tremila, ma poi leggendo i dati di oggi e immaginando che i rientri si concludano intorno a metà settembre, direi che per l'apertura delle scuole veleggeremo a una quota vicina agli ottomilaottocentoquarantotto contagi tra malati, asintomatici e immuni ma positivi.
il che equivarebbe a una nuova immane scalata collettiva verso un ulteriore baratro.
sempre ieri l'impulso di festeggiare l'arresto dell'immane cialtrone tanto amico dei miei nemici e la speranza che si ponga fine all'abuso illegale di occupazione a titolo gratuito per non ci capisce bene a quale fine della certosa di trisulti, ma oggi è già fuori su cauzione.
insomma se avessi scritto il post ieri oggi avrei dovuto rettificarlo...
pensiamoci giusto oggi che domani si riparte... (mi raccomando da dove avevamo lasciato ieri).
neanche il tempo di dare il via e in un contesto di botte da orbi, dagli usa a hong kong, manifestazioni per ogni dove, incidenti stradali che di più improbabili era difficile trovarne, ospedali abitati da ex eroi (ripagati con un euro al giorno per un max di 40 dì) ridiventati merde che tentano di mettere ordine nelle orde di malati cronici, oncologici, infartuati, ecc ecc che elemosinano una cura, un po' di attenzione, un posto in una lista d'attesa lunga più della quaresima, studenti che dopo aver perso la speranza di un lavoro stanno per perdere anche quella di tornare tra i banchi, ecc ecc, l'ambiente torna a soffrire come prima, anzi peggio.
magari fossero solo le mascherine e i guanti sparsi per ogni dove e il plexiglass a gogò nei magazzini (ma tanto ci pensa la ministra dell'istruzione a riciclarli nelle aule)!
al pronti via, subito subito un bello sversamento di gasolio in siberia (ma anche a sorrento, roma, brescia e siracusa mica si scherza) e un movimento franoso che si sta portando via un paese norvegese (ma anche la grandinata nelle zone dove il covid ha picchiato forte), roghi tossici, ditte che saltano in aria come se piovesse (ma da settembre sarà anche peggio) e l'amazzonia? beh, quella non ha mai smesso di bruciare.
subito subito ripartire. e da cosa, hanno pensato i geni reggenti il nostro destino e quello dell'ambiente?
ma dall'auto e dalla siderurgia, ovvio!
e nel bel paese in sfacelo, dal calcio che non si capisce perché pur essendo fondamentale il pubblico si riapre il campionato a poste chiuse, ma i teatri no e che mentre chi ha avuto morti in casa per covid aspetta ancora il tampone, ai calciatori uno ogni due giorni.
l'ambiente, sì.
in pratica è come trovarsi davanti a un malato appena scampato da un tumore ai polmoni e prescrivergli due pacchetti di sigarette al giorno, oppure a un paziente pre cirrotico a cui raccomandare mezza bottiglia di whisky appena sveglio e l'altra metà prima di dormire.
i primi di maggio mi è capitato di vedere uno spot della fca e mi son detta, vedi che domani vogliono soldi.
e infatti... legittimo o non legittimo, prestito condizionato, senza dividendi, con garanzie di impiego, nuove assunzioni, ecc, ecc, le solite cose.
ma appena ottenuto, anche più della prima richiesta, subito pagati i dividendi e la restituzione farà la stessa fine delle altre promesse.
ma mica sono soli! benetton, alpitur, unieuro, autostrade per l'italia, fincantieri ecc ecc un monte di denaro che avrei capito se fosse stato accompagnato da progetti industriali di riconversione, diciamo sull'onda ispirata dallo spavento per il covid 19, invece tutto come prima, anzi peggio di prima.
i grandi e i ricchi son più che certi di riscuotere in fretta, a quelli che aspettano resta di stare sulla riva a veder passare il fiume di soldi, provare a pescare una monetina, setacciare l'arenile in cerca di pagliuzze dorate, buttarcisi dentro e annegare.
l'avevano già detto nel primo spot...
'il nostro viaggio ricomincerà qui, tutti insieme'
(che in america con obama è finita che li han dovuti restituire, il pasticcio in lussemburgo finito male e qui invece, ma quando mai?)
poi lo hanno ribadito...
'credevamo che sarebbero stati questi motori a farci ripartire, ci sbagliavamo (a ve ne siete accorti). saranno quelli che hanno fatto muovere il paese anche quando le auto erano ferme (schiavi, morti di fame, gentaglia comune?), perché il vero motore sono gli italiani'.
poi non lo dice, ma lo scrive a fine spot: 'ripartiamo dall'Italia, ripartiamo dai prodotti italiani' (sapevo che la sede legale è in olanda, quella fiscale a londra, ma quando si parla di soldi si sentono italiani).
me la prendo troppo, lo so.
ma cerco sempre di capire, ci sono persino riuscita quando ho visto le 'movide', dai ci sta, forse ci sarei stata anch'io a venti o trent'anni a fare baldoria due ore..., quello che proprio mi sfugge è invece il motivo per cui in ottomila si son messi in coda sotto il sole al primo giorno di quasi liberi tutti per andare all'ikea.
han dovuto anche andare a soccorrerli con le bottiglie d'acqua e i panini... ma perché?
ci hanno costretto a comprare ogni minima cazzata e tuttora imperversano le pubblicità che stimolano (nelle loro empie intenzioni) ad acquistare a distanza una automobile (per poi farci cosa?), ma se questo apparecchio fosse davvero efficace a rilevare la contagiosità del covid 19, invece di propinare un'elemosina di 600 euro una tantum alle partite iva, quanto sarebbe meglio abbassarne il costo così da dotarne negozi, ristoranti, condomini, pronti soccorso, studi medici, ecc, ecc?
un po' come i misuratori della glicemia.
uno si fa il test e decide se uscire di casa.
torna e lo ripete e così via.
sarebbe un inizio per consentire di riprendere nuove attività conformi alla rivoluzione epocale che necessariamente dovremo affrontare.
al momento è stato impossibile trovarne il costo e capirne il funzionamento.
si sa che l'apparecchio è più o meno grande come un tostapane ed è prodotto dai laboratori americani della Abbott (presenti anche in Italia e diversi altri Paesi). l'ente governativo statunitense preposto ne ha disposto l'utilizzo a partire dalla prossima settimana e si stima ne verranno messi a disposizione 50 mila al giorno.
più macchinoso, ma perfezionabile, l'iter per l'individuazione del virus, e suoi anticorpi, attraverso un prelievo ematico domiciliare da parte di alcuni istituti di analisi genovesi, che stanno già lavorando da giorni a pieno regime per soddisfare le numerosissime richieste.
altra genialata, tutta italiana, l'adattatore della maschera da snorkeling che diventa respiratore.
moltissime sono state regalate agli ospedali senza i raccordi che una rete di possessori di stampanti in 3d sul territorio stanno realizzando, spesso gratis, per realizzarle.
ultimo slancio di generoso altruismo quello di quanti abbiano dimestichezza con ago e filo per la produzione di mascherine 'domestiche' oltre a un certo numero di stabilimenti del settore tessile e della moda che si stanno riconvertendo per fornire dotazioni di protezione medico sanitaria.
al momento è questo il quadro di interventi più o meno spontanei sul campo.
adesso è il momento che si spremino le meningi gli economisti, i politici, chi fino ad oggi ci ha raccontato come e cosa era meglio fare... sempre viva per Draghi che ha avuto voglia di farsi risentire, grazie allo spettinato presidente Mattarella che si è fatto sentire vicino al suo popolo e strigliato quella parte di Europa che fa come se niente fosse accaduto, e pure al papa che almeno a livello scenografico e spirituale ha battuto un colpo.
stasera orologi avanti di un'ora, sessanta minuti di meno di contagi.
farei a meno di parlarne, ma arrivo a casa a fine tg e vedo un servizio sulle lezioni on line tenute dagli insegnanti ai loro alunni e cosa ti vedo?
i professori davanti ai loro pc con la mascherina???
credo la punta più bassa della mia stima nell'intelligenza del genere umano.
detto questo (che poi mi si verrà a dire che nessuno l'aveva detto e allora lo dico e lo ridico): tra un paio di settimane se ne vedranno di ogni colore.
oggi deridono l'Italia per le misure (in vero caotiche, ma tenaci), domani scopriranno che da loro i casi saranno il quadruplo, semplicemente perché nessuno li ha trovati prima.
dunque mi preoccupa davvero poco l'opinione che oggi hanno di 'noi'.
tutto mi fa pensare che quando si ritroveranno un quarto della popolazione interessata dal covid 19 (ma se fosse stata un'unghia incarnita era uguale) resterà solo di dire: 'scusate, abbiamo scherzato' e invece finirà che faranno finta che sia una cosa seria così che, quando 'la cosa' finirà da sola, sarà come dopo una guerra per chi l'ha persa.
per qualcosa di simile a un brufolo sul naso si stanno rompendo equilibri, già precari di loro, tra le potenze, le economie e le politiche mondiali e locali.
sbagliano i complottisti a pensarla così?
cioè, vorrei capire, tutto sto casino è per colpa del caso?
mille volte meglio credere che qualche mente malata lo abbia confezionato ad hoc per produrre l'effetto ottenuto.
costerà un patrimonio sto 'caso' e mi fa rabbia perché le stesse risorse sarebbero state tanto meglio investite nella ricerca per patologie serie davvero o per la prevenzione delle calamità naturali, l'aiuto umanitario e la lista è lunga.
eviterò di tornare sull'argomento... tanto ormai l'ho detto.
ci siamo. il giorno dell'armageddon è prossimo.
la battaglia si consumerà anche oltre l'ultimo istante quando, nella notte pre elettorale, esploderanno nei cieli fuochi capaci di scrivere nome e cognome dello sfidante e nei mari i pesci che si muovono in branchi replicheranno l'ombra riflessa dagli storni in rigida formazione a descrivere il simbolo sempre del suddetto designato a rappresentare la fazione in contesa tra quella capitanata da un appassionato di mojto e quella che preferisce i punch caldo bollenti nel glaciale convento.
messaggi e notifiche infilati nella mutande facendo finta di aver sbagliato citofono o di voler parlare del tempo promettendo che in quel giorno sarà piovoso su chi sbaglia scelta e solatio su chi la azzecca e quindi autorizzando a prendere a mazzate chiunque cammini o balli sotto la pioggia.
la protezione civile sta elaborando piani segreti per fronteggiare gli esodi dalla regione e contrastare il piccolo esercito di accaniti difensori delle migrazioni e dei diritti che, armati di un linguaggio decoroso e modi pacifici saranno a cordone dei dissidenti ma anche impegnati a collaborare con tutte le forze di polizia, di giustizia e con gli eserciti inter ed extra galattici per 'neutralizzare' l'eventuale imprevisto sconfitto dalla felpa cangiante prima che in sella al suo fido somarello si metta in testa al suo popolo educato a bastone e mojto incitandolo a reagire mettendo a ferro e fuoco ogni casa abitata da soggetti ritenuti estranei e battere le strade finché siano percorse solo da persone capaci di rallegrarsi della loro stessa ignoranza.
continu(er)a'...
* citazione dal film 'armageddon giudizio finale' di michael bay
rinuncio in partenza a sviscerare i dettagli dell'operazione condotta dall'eroico Gratteri, preferendo baloccarmi tra la soddisfazione per il risultato e lo sgomento per il contenuto della pentola scoperchiata in cui chef di diverse appartenenze politiche hanno messo ciascuno un pizzico di veleno per rendere più appetibile la ricetta e più grasse le loro tasche.
glangli avvinghiati nei meandri inestricabili di condotte all'apparenza insospettabili, insomma mafia.
una cartina geografica spaventevole in cui inspiegabilmente restano estranee solo marche, abruzzi, trentino alto adige e sardegna. il resto delle regioni affette da contaminazione estesa anche oltre confine.
un bandolo preso in mano dal momento del suo insediamento nell'aprile del 2016, che il magistrato ha saputo dipanare fino al compimento dell'operazione dei giorni scorsi.
un mondiale è una buona occasione per distrarmi da un periodo più no di altri.
i ragazzi e le ragazze del nuoto paralimpico, ciascuno/a con le sue difficoltà e la sua storia personale hanno primeggiato anche in questa occasione arrivando primi nel medagliere e conseguendo cinque record mondiali, due europei, due dei campionati e sette italiani per un totale di cinquanta medaglie.
tra le venti d'oro commuove quella di Arjola Trimi conseguita subito dopo la riduzione di una lussazione alla spalla che si pensava l'avrebbe fortemente penalizzata e che probabilmente avrebbe fermato sul bordo vasca o bordo campo qualsiasi altro atleta.
sempre presente sul podio in tutte le gare disputate, ha ceduto solo l'ultimo giorno con il suo peggior risultato, un quarto posto in una gara che comunque non la vedeva favorita.
angurieee, mellloniii, coccooo, signori cocco, cocco frescoooo...
... non c'è truffa e non c'è inganno, venghino siori, venghino...
sospirone di sollievo per la NON procedura di infrazione... purtroppo il trucco c'è.
a pagarlo saranno per primi gli italiani come ricorda spesso l'incontentabile e ultimamente piuttosto incazzato vice premier sovranista 'bidonato' (come previsto) da un consesso europeo tutt'altro che favorevole a lui e ai suoi compari.
sarebbe il momento di fare due conti, tirare qualche somma e magari cambiare rotta, ma niente.
ostinato e ottusamente sordo e cieco bollisce tramando vendette e ritorsioni utili solo ad alimentare il suo stupido ego.
si muovono in piccoli gruppi o singolarmente per ogni città e piccolo paese del mondo e dunque anche qui, in Italia.
manifestazioni spesso del tutto silenziose o fatte di brusii di voci stanche e fioche con i capelli bianchi.
in un giorno si contano sulla punta delle dita, ma sono molto diffuse e, unendo tutti i piccoli numeri, alla fine vien fuori una cifra...
moltitudini trasversali e composite con alcuni tratti in comune: pacifismo, ambientalismo, diritti civili.
alcuni ironici e spiritosi, altri meno, ma ci provano
alcuni temi e battaglie sono gli stessi di quando ero bambina
altri sono più recenti, ma comunque datati
verona
cagliari
e la 'sardegna pulita' delle armi che l'Italia vende allo Yemen
accumuli
sicilia
taranto
termoli
perché è l'ambiente uno dei catalizzatori principali dei 'reagenti umani' e la loro paladina è una ragazzina svedese, Greta Thunberg, al cui seguito si uniscono ogni giorno migliaia di giovani e non che hanno organizzato per il prossimo 15 marzo una marcia globale a favore del clima.
l'altro 'sentire comune' che agita e muove le coscienze è quello legato al razzismo e all'immigrazione
tutte le foto del post sono riferite alle ultime settimane, solo per dire che qualcosa 'respira' anche se se ne sa poco e infatti trovarne traccia è stato impegnativo...
brescia
napoli
roma
siracusa
genova
dunque, ogni giorno in qualche piazza c'è qualcuno che da solo o in piccoli gruppi 'reagisce umanamente' alle storture e questo un po' mi consola e un po' mi invoglia a crederci.