si, no, ni, boh?... più o meno son questi i pareri dati in merito all'utilizzo delle mascherine che in ogni caso sono introvabili, quindi ognuno si arrangia come può...
con fantasia
seguendo le proprie preferenze alimentari...
o andando al sodo in modo drastico e geniale.
personalmente sto ricorrendo a quelle fai da me. ancora da perfezionare il prototipo perfetto (cioè quello che evita l'appannamento immediato delle lenti), ma intanto passo il tempo e riciclo vecchi scampoli, consapevole che al più serva a evitare che i miei sputazzi vaghino per l'aere e in ogni caso a segnalare che 'porto attenzione'.
funziona così: quando esco, ogni paio d'ore tolgo i guanti e la mascherina, disinfetto le mani, mi fumo una sigaretta, metto guanti nuovi e cambio mascherina.
torno a casa, le butto nell'alcol (70%+10% acqua ossigenata+20% acqua) per un po'... quando mi ricordo che le ho lasciate a bagno, le lavo col detersivo e le asciugo rigorosamente al sole.
le passo col ferro da stiro incandescente e le imbusto.
quelle serie le lascio volentieri a chi ne ha bisogno per svolgere il suo lavoro e quelle meno serie (ma probabilmente più delle mie) al resto dell'umanità.
l'idea di ingaggiare una lotta all'ultimo coltello per accaparrarmi un paio di mascherine cinesi che tra qualche anno si scoprirà essere tossiche (o peggio), neanche mi sfiora la mente.
perché son fatta così, mi informo curiosamente, elaboro le informazioni e applico le soluzioni meno nocive al pianeta, al mio prossimo e per ultimo a me.
tanto basta qualche giorno per scoprire che nove volte su dieci avevo ragione...
l'andazzo è chiaro (almeno a me), siamo partiti in ritardo di dieci giorni e ne accumuliamo con un incremento dell'1% al giorno con tendenza a salire perché il sistema continua a ragionare con lo schema pre covid 19, in sintesi: un colpo al cerchio e una alla botte, intestardito a salvare capra e cavoli alias interessi economici delle lobbies e la salute di chi necessita a loro per sopravvivere facendo finta di anteporre il benessere del popolo.
ma voglio credere nella profezia dello storico Paolo Mieli convinto che anche sta volta, come è sempre stato dopo tragedie simili a questa, l'umanità darà sfoggio di genio creativo per trovare soluzioni rivoluzionarie...
chissà se ci sarò ancora e farò in tempo a vederlo?
intanto,
piuttosto di niente, meglio piuttosto (traduzione dal milanese*)
.
poi gli sguardi.
guardo gli occhi che spuntano dalle mascherine e che, dopo anni passati a guardare il cellulare, si stanno rialzando verso i miei.
alcuni preoccupati, altri stanchi, impauriti, stressati, in lacrime (raramente sorridenti), attenti, nervosi, aggressivi, complici e ammiccanti... sguardi da lontano che sembrano affamati di vicinanza e subito si ritraggono mentre il corpo si sposta un passo indietro.
dinamiche prossemiche che sembrano balletti nelle corsie dei supermercati, alle fermate dei bus, su un mezzo affollato dove ci si fa piccoli piccoli per cercare di rispettare le distanze...
brutto periodo anche per i borseggiatori... a quaranta centimetri già suonano le sirene e partono le occhiatacce.
già, ancora gli occhi... che per buona educazione cercavo di evitare di fissare e che oggi mi guardano con un grande punto interrogativo riflesso nell'iride.