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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

venerdì 3 giugno 2011

Piedi per terra



Tanizaki Jun'ichirou (1886-1965) è fra i romanzieri giapponesi più celebri e significativi del Novecento e gran parte della sua fama è merito anche del suo sofisticato erotismo.

Certamente è stata l'opera di Tanizaki ad aver introdotto in Italia e aver fatto conoscere l'eros giapponese con la sua estetica, i rituali e le perversioni codificate da una cultura ricchissima.

Fra le passioni dominanti di Tanizaki spicca il suo feticismo per i piedi femminili, tanto che essi sono diventati addirittura protagonisti dei romanzi, come nel caso di I piedi di Fumiko (Fumiko no ashi, 1919, traduzione italiana Marsilio, 1995 inutile cercarlo in libreria, forse su qualche bancarella dell'usato).

Prima di passare ad analizzare l'opera del maestro Tanizaki, conviene ricordare cosa sia e cosa rappresenti in generale il feticismo dei piedi o per dire più esattamente retifismo (dallo scrittore francese vissuto nella seconda metà del '700 Restif de la Bretonne, 1734-1806).

Col termine feticismo (dal francese fétichisme) si indica un interesse e una attrazione erotica per una parte anatomica o un oggetto.

Il feticismo non è una patologia sessuale, al contrario di quanto pensano in molti.
Infatti Sigmund Freud, in Tre saggi sulla teoria sessuale (1905), spiega che un certo grado di feticismo è di regola proprio dell'amore normale, in special modo in quegli stadi di innamoramento nei quali la meta sessuale normale appare irraggiungibile, oppure sembra negato il suo adempimento.

Il caso patologico subentra (forse) soltanto quando il feticcio diventa unico oggetto sessuale e impedisce un rapporto sessuale completo.

A parte questi aspetti, il feticismo è comunque presente nella sfera erotica.

Secondo alcuni sessuologi il feticcio più frequente, e innocuo, è costituito dai piedi.

Stranamente è anche la forma di feticismo meno ammessa e discussa, quasi negata rispetto al feticismo del seno.

Ciò avviene nella cultura occidentale, per fortuna non è così fra le altre civiltà.
In Giappone il feticismo dei piedi è stato perfino elevato alla dignità accademica dalla letteratura del romanziere Tanizaki Jun'ichirou.

Fra le opere più note, Il diario di un vecchio pazzo (Fuuten roujin nikki, 1962, traduzione italiana Bompiani, 1965) è anche quella dove la passione per i piedi arriva all'estremo, tanto che il protagonista Tokusuke farà incidere l'impronta dei piedi dell'amata sulla sua tomba.

Con la scusa di riprodurre un Bussokuseki (impronte di Buddha), egli stesso farà una litografia dei piedi della giovane Satsuko usando inchiostro rosso.

L'operazione con la verniciatura, la manipolazione, l'asciugatura dei piedi, costituisce un'occasione per avvicinare l'oggetto desiderato. La passione assume anche toni sadomasochistici quando il vecchio fa le sue considerazioni su Satsuko.


"Poi, quando sarò morto, non potrà non pensare: Quello stupido vecchio dorme sotto questi piedi bellissimi. Sto ancora calpestando le ossa di quel povero vecchio sotto terra." (1)



Un approccio diverso, più vitale e fantasioso, è presentato con I piedi di Fumiko, il primo romanzo in cui il feticismo dei piedi è esplicito e dichiarato.
Lo stesso nome della protagonista, Fumiko, chiamata anche Ofumi, richiama per omofonia il verbo fumu (calpestare). La descrizione dei piedi è minuziosa, e la cura del dettaglio fin troppo maniacale.

"A dire il vero, ero pure io in estasi per la bellezza della linea dei piedi nudi di Ofumi. Le gambe snelle e tornite come legno levigato con cura, si assottigliavano progressivamente fino alla caviglia da dove aveva inizio, con una leggera curva, il tenero collo del piede. All'estremità si stendevano ben allineate le cinque dita, che partendo dal mignolo si allungavano gradualmente verso la punta dell'alluce: ciò mi pareva molto più bello delle fattezze del suo viso. Lineamenti come i suoi si trovano anche in altre donne, ma non avevo mai visto, fino ad allora, piedi così regolari e splendidi. Quando hanno il collo piatto in modo sgradevole e le dita divaricate che lasciano intravedere le fessure, provocano la stessa spiacevole sensazione di un brutto viso. Al contrario, il collo del suo piede era ben in carne e le cinque dita ben accostate come la lettera m e allineate in ordine come una fila di denti." (2)


Lo scrittore raggiunge la sua massima abilità nell'esaltazione della sensualità ed espressività dei piedi.

"Dato che il piede era inarcato, si vedevano bene anche le pieghe della soffice carne della pianta. Visti da sotto, i polpastrelli tondi e carnosi delle cinque dita rannicchiate erano ben allineati, quasi muscoli di una conchiglia messi uno accanto all'altro. Se non fosse stato per l'illimitata flessibilità delle articolazioni, frutto di nozioni pratiche di danza, il piede non avrebbe mai potuto curvarsi in modo tanto sensuale. L'atteggiamento era provocante come quello di una donna voluttuosa che danzi ondeggiando." (3)


L'amore che Tanizaki nutriva per i piedi delle donne era sincero, e ciò traspare nelle pagine dei suoi romanzi. Questa sincerità è a tratti commovente e ci fa quasi dimenticare che il feticismo dei piedi è ancora considerato una perversione. Si tratta di un tabù ingiusto che ci priva di una risorsa
dell'immaginazione, una qualità mostrata dal grande scrittore giapponese in tutto il suo rigoglioso splendore.




Note

1. Cfr. Tanizaki, Jun'ichirou. 1988. Diario di un vecchio pazzo. Bompiani, Milano (seconda edizione dei tascabili Bompiani), p. 168.
2. Cfr. Tanizaki, Jun'ichirou. 1995. I piedi di Fumiko. Marsilio, Venezia, p. 29.
3. Ibidem, pp. 30-31.

Bibliografia

Borneman, Ernest. 1988. Il dizionario dell'erotismo. Fisiologia, psicologia, pratiche, patologia, storia dell'amore e del sesso. Rizzoli, Milano.
Freud, Sigmund. 1989. Sessualità e vita amorosa. Newton Compton, Roma.
Tanizaki, Jun'ichirou. 1995. I piedi di Fumiko. Marsilio, Venezia.
Tanizaki, Jun'ichirou. 1965. Diario di un vecchio pazzo. Bompiani, Milano.

11 commenti:

  1. CAROLINA
    che bello rivedere la faccina orecchiuta:))

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  2. ...ho dei bei piedi interessa a qualcuna??? :)))))
    ...il mio,normale feticismo, è mutevole non sempre indirizzato verso un unica cosa . ciao giò

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  3. GIO'
    ... dì la verità
    ... ti ha ispirato questo post, eh?

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  4. Molto interessante questo post, soprattutto quando specifichi che il feticismo dei piedi non viene, spesso, visto di buon occhio.
    tempo fa ero con una compagna che assecondava tutte le mie fantasie riguardanti il feticismo dei piedi ( estasi!); tuttavia trovo Tanizaki freddo, clinico nelle descrizioni.

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    1. allora sarà per come lo descrivi che a me piace (tanizaki)...
      tanto che gli ho dedicato una serie di post.
      per il resto, ognuno interpreta il retifismo come meglio crede:)

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    2. Rispetto ogni interpretazione, anche la più ossessiva :-) Riguardo al taboo, credo sia dato, soprattutto, per l' associazione che molti fanno tra piedi e sottomissione/umiliazione "Neanche se mi baci i piedi", "Sei un leccapiedi". Non dovrebbe significare niente, ma non sentirai mai "Neanche se mi lecchi il collo... Poi, ho sempre pensato che il feticismo sia maggiormente maschile, anche questo crea un freno. Un parallelo: in spiaggia un ragazzo le baciava delicatamente un piede, una bella istantanea; risate di scherno.
      Un truce tamarro le stampa un greve socchiotto sul collo, eliminiamola 'sta foto, eppure non ci sono risate!
      Chiudo con una citazione da Madame Bovary: in un momento il dr. Bovary guarda Emma "Gli piacevano i suoi zoccoletti, che la rendevano più alta, sulle maioliche della cucina. Gli piaceva camminarle dietro, osservare le piante che si alzavano e sentire il tallone che schioccava sulla suola, ad ogni passo". Lo trovo fortemente sensuale ed evocativo (suono, movenze, plasticità), immaginandolo con il sorriso malizioso di Madame Bovary :-)) Ecco, Tanizaki non riesce a trasmettermi la stessa passione, rimane chiusa in lui.

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    3. indubbiamente, le differenze tra Flaubert e Tanizaki, sono indiscutibili.

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    4. Preciso che scrivendo "ossessiva" non ero sarcastico, volevo solo rispettare tutti.
      Grazie per avermi dato la possibilità di commentare apertamente :-)
      Giorgio

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    5. anch'io cerco di trattare i vari argomenti in modo rispettoso anche se a volte il modo che scelgo è ironico o peggio.
      ma di solito accade quando i post riguardano i politici...
      grazie a te e buona serata!

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