provvisoriamente _ ironicamente _ fugacemente _ instabilmente _ cinicamente _ p a r a l l e l a m e n t e_click
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
domenica 6 gennaio 2013
cugina ego?no,mica
spendiamo una fortuna per l'acquisto di generi alimentari zeppi di spazzatura che a loro volta vengono buttati nel bidone in dosi ancora troppo consistenti invece di essere donati prima della scadenza.
e così paghiamo tre volte: prima per comprarli, poi per averli ingeriti, e quindi doverci successivamente curare, e infine per buttarli.
come dice mia cugina, per risparmiare l'unica è mangiarsi direttamente la spazzatura e sperare che il comune ci faccia lo sconto.
(segue)
rivisto a distanza di quarant'anni, ovvio mi fa ricordare cose che allora mi erano sconosciute.
il nesso tra il post e il film è aleatorio e come sempre molto soggettivo.
certo è che, se è vero che siamo quello che mangiamo, ed è vero, questo spiega tante cose.
tra chi digiuna e chi si abbuffa è sempre corso cattivo sangue.
da ora in poi potremo anche osservare come il cibo spazzatura inciderà sugli umani.
da quel poco che si è potuto vedere gli effetti sono scadenti quanto il cibo che li alimenta.
la cucina, si dice anche, che sia specchio di civiltà e cultura e infatti le gozzoviglie ne hanno spenti tanti di imperi, ma paradossalmente, chi muore di fame è sempre vivo e resiste alle estinzioni delle società avanzate.
speriamo che il filo regga.
speriamo?
mah!
certo è che sembra stia per spezzarsi.
ma che filo è?
è il limite oltre il quale è tardi per le contromisure.
mercoledì 2 gennaio 2013
insane complicazioni
chissà se esiste un'idea comune di semplicità?
e chissà quando è stata inventata la complicazione?
probabilmente è figlia della curiosità quando ha incontrato la fantasia, ma come sia successo che poi ha preso la mano è un bell'interrogativo.
dev'esser stato perché qualcuno non credeva vero quel che infatti era solo immaginazione e così, nel dare forme tangibili al pensiero, ci si è spinti sempre più in là, fino a quando cervelli meno evoluti hanno applicato le regole dell'astrazione alle banalità.
rappresentare l'improbabile in modo da renderlo giustificato e studiare forme tali da descriverne in modo convincente aspetti che loro volta innescano la necessità di venire dimostrati e così via.
svolgendo indietro la pellicola si arriva a un'osteria, l'ora è imprecisatamente tarda.
un gruppo di buon temponi ubriachi rovescia nei bicchieri le ultime gocce di folli propositi, qualcuno ascolta nell'ombra e ne fa una teoria che mette in pratica e dal giorno dopo, comincia il film.
trova il suo pubblico. tutto può avere successo.
parte la serie, nuovi registi, nuovi interpreti, poi arrivano le controfigure.
la cosa si è spinta così oltre all'umano che occorre trovare dei folli più capaci della media di incarnare le gesta dei protagonisti.
attori che recitano l'attore che a sua volta recita un personaggio vero o inventato diventa comunque reale e riproducibile, basta mescolare qualche teoria e stratagemma al reale e ogni cosa può diventare credibile e allettante.
poco importa che tutto sia partito da un assurdo o da un paradosso, purché sia capace di colpire e far cassetta.
sto usando una metafora perché il riferimento è ad altro di diverso dal cinema che anzi considero giustamente un'arte a cui tutto è concesso.
penso invece alle insane complicazioni, alla loro irreversibilità e a quanto hanno modificato, nella radice, depotenziando le difese degli organismi che faticano a trovare, fuori dai machiavellici automatismi, le ragioni primarie dell'esistenza umana.
(segue)
Da uno a cinque darei due e mezzo a questo film, forse tre perché la fotografia alza la media.
Lo metto qui (perché messo a sè stante avrei dovuto spiegarlo) per via che verso la fine, chiude il cerchio avviato all'inizio con una domanda che ha un po' anche fare con l'ultima frase del post: "e tu sarai in grado di dirmi quale sia la cosa più importante: correre dietro a migliaia di desideri o conquistarne uno solo".
lunedì 18 giugno 2012
appunti spuntati
più di un anno fa
ho fatto una foto a un'agave
in un angolo dove passo di tanto in tanto
come l'altro giorno
quando quell'agave era fiorita
e subito mi sono rannuvolata.
tanti anni fa venni a sapere
che gli agavi
fioriscono dopo circa 20/30 anni.
fanno un solo fiore
e poi muoiono.
da allora mi mette tristezza
vederli fioriti.
invece questa sono io a tre anni in una foto trovata nelle cose di mio padre
anche la prossima è un cimelio e spiega il clima di allegra spensieratezza trasgressiva in cui sono nata e cresciuta e che mi piomba addosso quando torno in famiglia.
e la successiva è il tramonto di ieri sera sempre da casa dei miei, che è poi quella dove ho vissuto i primi anni del trasferimento a Genova dal piemonte
anche la mareggiata era così e così, senza infamia e senza lode e subito dopo una calma piatta di onde e di vento tanto che sono tornata alla base "meconica"con un discreto malumore chissà a cosa dovuto, o meglio lo so benissimo, spero di recuperare il solito cattivo umore che almeno è produttivo e reattivo.
ieri sera ho visto un film in tv che è durato un tempo infinito per via che sembrava non riuscissero a trovare come farlo finire.
alla fine han deciso di far morire i cattivi e finirla così.
perchè va sempre a finire che o finisce male o finisce bene ma comunque dando a credere che sia finita, mentre invece direi che nella vita mai niente finisce, neanche dopo morti.
da una cosa ne parte un'altra e la fine si sposta e si allontana.
mai vista una vicenda complessa che finisca e stop.
lascia sempre strascichi o determina cambiamenti, mutazioni di stato e nuove rinascite o altri disastri.
anche nei fatti contingenti e di cronaca sembra che qualcuno voglia farci credere che si vedrà una fine prima o poi, invece niente.
solo un lento o repentino svolgersi di fatti senza nè capo nè coda.
considerazioni talmente banali e scontate da annoiarmi di me stessa, avrei voglia di una bufera stanotte e domani svegliarmi con il cielo terso, chiedo troppo?
sabato 12 marzo 2011
colpo di fulmine

Il colpo di fulmine è la cosa che fa guadagnare più tempo. (F. Arnoul)
“È difficile da descrivere. Non è un colpo di fulmine, davvero. È più… uno spostamento di gravità. Quando vedi lei, all’improvviso non è più la terra che ti tiene attaccata a sé. È lei.” (Stephenie Meyer)
Il colpo di fulmine è un errore che non si è avuto il coraggio o la possibilità di riconoscere al momento di commetterlo. (Charles Baudelaire)
Colpo di fulmine: sintagma usato solo in associazione all'innamoramento. L'esperienza insegna che l'uso sarebbe assai più appropriato per il disinnamoramento. (Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001)
La più diffusa malattia degli occhi è l'amore a prima vista. (Gino Cervi)
Non v'è amore se non a prima vista. (Benjamin Disraeli, Henrietta Temple, 1837)
Mi vide, mi amò; la vidi, l'amai. (Pierre Du Ryer, Cléomédon, 1635)
I grandi amori si annunciano in modo preciso, appena la vedi dici: chi è questa stronza? (Ennio Flaiano, Frasario essenziale per passare inosservati in società, 1969 (postumo)
L'amore a prima vista spesso non è che una svista. (Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983)
L'amore che nasce all'improvviso è il più lungo a guarire. (Jean de La Bruyère, I caratteri, 1688)
Chi mai amò che non abbia amato al primo sguardo? (Christopher Marlowe, Ero e Leandro, 1598)
Il nostro è stato un colpo di fulmine, ci siamo innamorati a prima vista; poi tu mi hai cacciato un dito in un occhio e sputato nell'altro (da Il Vernacoliere)
L'amore è un colpo di fulmine... infatti, dopo il fuoco, rimangono solo le macerie (anonimo)
Colpo di fulmine: Fenomeno che si produce quando due persone che hanno particolarmente voglia di sesso, ma non fatti specificamente l'un per l'altro, si incontrano. (anonimo?)
Chi si innamora a prima vista tradisce ad ogni sguardo
sottotitolo del film Closer di Mike Nichols, 2004 da cui è tratta la scena del video


