.
(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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domenica 6 gennaio 2013

cugina ego?no,mica

fine serie. dalla cucina economica al bidone della spazzatura.
spendiamo una fortuna per l'acquisto di generi alimentari zeppi di spazzatura che a loro volta vengono buttati nel bidone in dosi ancora troppo consistenti invece di essere donati prima della scadenza.
e così paghiamo tre volte: prima per comprarli, poi per averli ingeriti, e quindi doverci successivamente curare, e infine per buttarli.
come dice mia cugina, per risparmiare l'unica è mangiarsi direttamente la spazzatura e sperare che il comune ci faccia lo sconto.

(segue)



rivisto a distanza di quarant'anni, ovvio mi fa ricordare cose che allora mi erano sconosciute.
il nesso tra il post e il film è aleatorio e come sempre molto soggettivo.
certo è che, se è vero che siamo quello che mangiamo, ed è vero, questo spiega tante cose.
tra chi digiuna e chi si abbuffa è sempre corso cattivo sangue.
da ora in poi potremo anche osservare come il cibo spazzatura inciderà sugli umani.
da quel poco che si è potuto vedere gli effetti sono scadenti quanto il cibo che li alimenta.
la cucina, si dice anche, che sia specchio di civiltà e cultura e infatti le gozzoviglie ne hanno spenti tanti di imperi, ma paradossalmente, chi muore di fame è sempre vivo e resiste alle estinzioni delle società avanzate.
speriamo che il filo regga.
speriamo?
mah!
certo è che sembra stia per spezzarsi.
ma che filo è?
è il limite oltre il quale è tardi per le contromisure.

domenica 11 novembre 2012

la felicità è senza prezzo!

ho imparato a fare il kebab!!!
cioè, adesso mi spiego.
ho trovato il supporto, diciamo delle piadine ma sottili, perfetto per fare quello che comunemente si chiama kebab intendendo quel rotolo ripieno di carne e verdure.
per qualche anno lo gustavo andando in città, ma nel tempo avevo perso il gusto di addentare quel rotolo, avrei voluto gustarmelo a casa, magari nei giorni in cui l'inappetenza ha la meglio e hai voglia di niente, figuriamoci prendere due corriere a viaggiare per 3 ore per un kebab!
comunque, ho trovato finalmente quel disco di pasta sottile che serve, appena scaldato, per arrotolare ciò che ho in casa, nella confezione ce ne sono quattro e, una volta aperta, vanno consumati entro la settimana e così sono a posto, per un mese anche solo l'idea di un kebab mi disgusta, dopo averne dovuti ingurgitare quattro in sette giorni.
a me il kebab fatto così, in casa, dà una felicità che è difficile da comprendere anche per me.
però è così che funziona.
stasera ci ho messo della soppressata passata nella padella con il peperoncino, una sottiletta, dell'insalata, dei pomodorini e un'ombra di cipolla. buonissimo e soprattutto euforizzante.
la brutta notizia è che mi inquieto ogni volta che trovo gli scaffali con le offerte e cioè prodotti scontati al 30%, intanto c'è da dire che gli spazi adibiti alle offerte sono sempre quelli vuoti (ma a che ora vanno a fare la spesa le massaie?) e poi mi incazzo perchè mi scappa sempre il pensiero: "ma allora, a prezzo pieno ci rapinate!" essì, rifletto, a prezzo pieno di rapinano, intanto perchè anche a un terzo in meno ci guadagnano ancora, e poi perchè una volta scontati i prezzi sono comunque alti, nel senso che se trasportati in lire sono comunque il quadruplo di quei tempi e intanto la qualità è scesa nella stessa proporzione ma inversamente.
in definitiva, sto kebab alla fine è una cena da nababbi anche solo a guardare il prezzo di quelle quattro piadine, in compenso però _almeno a me_ dà tanta felicità e quindi, ecc ecc, GNAM!

lunedì 5 novembre 2012

viscida

altre due alternative, purchè non si sia troppo "choosy", una dalla terra e una dal mare.
la prima facilmente reperibile nelle stagioni umide, e la seconda nelle assolate giornate estive.
possono essere cucinate insieme, sono entrambi un po' viscide, ma piano piano arriveremo ad apprezzare oltre agli insetti e ai vermi anche loro.
è anche un modo per liberare l'istinto sadico che è in noi perchè, soprattutto per le lumache, un po' bisogna averlo e forse chi le prepara le apprezza meno di chi se le trova già cucinate nel piatto.
pensandoci bene, credo che anche nel caso delle meduse sia meglio evitare di scendere in troppi dettagli nel presentare il piatto, meglio lasciare la cosa un po' nel mistero e vedere l'effetto che fa.


Ingredienti: Chiocciole  (da 10 a 20 per commensale), finocchio selvatico, olio extravergine di oliva, vino bianco secco, salsa di pomodoro.

Preparazione: Il finocchio selvatico è pianta molto comune nel centro e sud Italia. Lo si usa per diverse preparazioni, tra cui in questo piatto “povero” a base di lumache. Prima di prepararlo, tenere per una settimana le chiocciole a spurgare (digiuno). Lavarle ripetutamente sotto acqua corrente e metterle in una pentola piena di acqua fredda. Scaldare l’acqua e, quando le lumache escono dal guscio, alzare la fiamma e cuocere per circa 5 minuti. Tirare fuori le lumache dal guscio aiutandosi con una forchettina e lavarle con acqua e aceto. Ripassarle poi in acqua fredda. A questo punto rosolare appena in un tegame nell'olio d'oliva le infiorescenze di finocchio selvatico precedentemente tagliuzzate, salare e pepare.  Aggiungere le lumache e allungare con vino bianco, acqua e un po’ di salsa di pomodoro. Coprire con il coperchio e far cuocere a lungo (almeno un paio di ore). fonte

ho scelto questa ricetta perchè il finocchio selvatico è facile trovarlo cercando lumache, ma sul web ce ne sono per tutti i gusti.


ecco, non ho capito quali meduse siano o meno commestibili, ma per assaggiarle si possono trovare quelle disidratate, e abbinarle magari alla carne di pollo.

Ingredienti: 250 g di meduse commestibili essiccate, 3 tazze (750 ml) di olio vegetale per frittura, 1/4 cucchiaino di zenzero tritato, 1/4 cucchiaino. di scalogno tagliuzzato, 200 g di petto di pollo, 1 cucchiaino di vino di riso, 1 cucchiaio di bianco d'uovo leggermente battuto, 2 cucchiai di amido di mais (farina di mais) sciolto in 2 cucchiai di acqua, 2 cucchiaini di  olio di sesamo, sale

Preparazione: Mettere a bagno la medusa in acqua fredda per 3 ore (alcuni dicono 24 ore, insomma immagino ci sia scritto, magari in cinese, ma spero di no). 

Lavare e tagliare in pezzi di circa 5 cm. Tuffateli in acqua bollente, scolateli e mettete da parte.
Togliete la pelle al pollo e tagliatelo a pezzi più piccoli di quelli di prima. Mescolate con il bianco d'uovo e la maizena e mettete da parte.
Impostate il wok a fuoco alto. Versare l'olio e scaldate fino a 70 ° C,  aggiungete il pollo, mescolate delicatamente qualche minuto, scolate e mettete da parte.
Versate via l'olio dal wok, lasciando solo quanto basta per coprire il fondo e riscaldate, aggiungete lo scalogno, mescolate finchè è soffritto poi aggiungete la medusa e il pollo, il vino di riso, il sale e lo zenzero. 

Saltate in padella per circa 30 secondi. Cospargete con olio di sesamo, e servite.



La medusa si mangia in tutta l'Asia*, spesso condita con olio di sesamo e aglio e servita fredda in insalata, tagliata a listarelle.
In alternativa, può essere fritta in pastella tempura di semi di sesamo e servita con un goccio di soia o peperoncino dolce.


Ingredienti per 2 persone: circa 200 grammi di meduse salate, olio di girasole, per friggere, 25 grammi farina di mais, 25 grammi di farina bianca, 2 cucchiaini di semi di sesamo tostati, un pizzico di sale, 100 ml di  acqua ghiacciata 


Preparazione: Sciacquare la medusa salata sotto l'acqua fredda per 5 minuti.

Quindi metterla in una ciotola, aggiungere acqua bollente e farla riposare per circa 15 minuti. 
Scolare e risciacquare con acqua fredda.
Scolare, tagliare a pezzi di circa 2 centimetri di diametro e asciugare con cura.
Setacciare la farina in una ciotola, aggiungere fecola, sale, i semi di sesamo e l'acqua (frizzante è meglio).

Mescolare per fare una pastella dove immergere i pezzi di medusa per poi passarli nell'olio di girasole caldo dove friggeranno per per circa 1 minuto. 
Estrarre, scolare e servire con una salsa di peperoncino dolce o salsa di soia (a parte).

* (a dire il vero è la medusa che si sta mangiando l'Asia, in Giappone esemplari giganti _tanto da affondare le barche tra i loro tentacoli_, che si sono sviluppati e diffusi forse a causa del surriscaldamento dei mari, stanno mettendo in ginocchio la pesca, i pescatori e il loro indotto. Veloci a riprodursi e fameliche delle altre specie ittiche, stanno spopolando il loro habitat e gli studiosi prevedono che in pochi anni assumeranno il pieno dominio marino anche fuori dagli attuali confini.)

lunedì 29 ottobre 2012

ricicla_leggi un, due crocetta

In casa entrano sempre troppe cose, per tanti motivi.
Alcune passano direttamente dal negozio al bidone della spazzatura, così le paghiamo due volte, e capita che, a conti fatti, ci siano costate di più a buttarle che a comprarle.
Ho scelto alcuni esempi che servono per stimolare forme di riciclaggio tutto sommato utili, facili, intelligenti e a volte anche gradevoli alla vista come insegna il riciclo_creativo.

Il sughero, ottimo come isolante, nel caso di lavori di ristrutturazione per intercapedini, solai e pavimenti ma non solo.

Un tappetino e altri sette modi di riuso di questo materiale naturale e quindi prezioso si trovano qui CLICK

Altre idee per il riutilizzo su cui vale la pena di buttare un occhio, oltre a GreenMeIoRicreo, e TuttoGreen, ma sono tanti i siti che si occupano di raccogliere idee per inventare soluzioni e risparmiare.

L'olio, costoso, difficile da smaltire, anzi per favore non buttatelo nel lavandino!
anche in una famiglia di quattro persone a raccoglierlo e tenerlo da parte ci vogliono mesi prima di riempire una bottiglia, quindi siccome in ogni dove c'è un'isola ecologica, si può fare il sacrificio di portarlo a loro oppure?
oppure si può fare il sapone, sia per uso personale e sia per il bucato.
istruzioni e video qui CLICK

I bottoni, altro flagello domestico perchè si sà che ne manca sempre uno quando servono e così bisognerebbe prima di tricottare o cucire guardarli e conformare il manufatto al numero esatto di bottoni disponibili, perchè a comprarli costano un botto, tuttavia quelli accantonati possono venire trasformati in un sacco di modi in qualcosa di diverso da un ricettacolo di polvere e ricordi CLICK.

Ma poi, bottiglie, cd, apparecchi di vario genere, carta straccia, vecchi libri, stoffa, imballi, persino lampadine bruciate, si trovano soluzioni per una nuova funzione di quasi tutto così che si risparmia due volte, a comprarle e a smaltirle.




Insomma prima di buttare,
ragionare, inventare
o comunque scorrere il web
e un'idea si trova.



ora che non si dica che i siciliani mancavano di alternative e infatti tutto è stato studiato nei particolari per far sì che comunque finisse fosse garantita l'ingovernabilità.
un meccanismo collaudato e ben oliato su cui galleggiano come tappi di sughero attaccabottoni alla cettolaqualunque soprattutto dediti al riciclaggio mafioso.

bene. tutto cambia perchè tutto resti uguale. in più la ventilata vittoria di crocetta è già una garanzia per il commissario che l'ora di far le valigie arriverà presto perchè si sa che la sinistra è campione di fallimenti autoprodotti.

una sola certezza un buon 52,58% sta fuori dai giochi.
mafiosi? non credo.
ladri? non credo.
qualunquisti? uhmmm, ci credo poco.
rassegnati? forse, ma certo mica tutti!
allora chi sono?
che sia semplicemente gente per bene che nonostante tutto proprio non ce la fà a sentirsi rappresentata?

una buona notizia?
c'è.
italia al primo posto nel mondo per il riciclaggio dei politici, è talmente ben fatto che non c'è nemmeno bisogno di smaltirli, si consumano nei secoli senza mai uscire dal ciclo rigenerativo.


venerdì 5 ottobre 2012

Strittu ara caniglia e largu ara farina*


quando dio ci dà la farina il diavolo di toglie il sacco.
e infatti piove e le castagne stan lì a marcire o ad ammaccar le auto posteggiate sotto gli ippocastani che è poi l'unica cosa che posson fare dato che non si mangiano, però se ne trovate una, a metterla in tasca si dice che scacci il raffreddore.

bellissimo il sottobosco d'autunno, però si scivola

da qualche parte ci sarà bel tempo, quindi, capitasse una gita in campagna al di sopra dei 500 metri qualcosa nel bosco si trova, soprattutto funghi e, appunto, castagne.
ottime cucinate come fosse arrosto di carne, insomma salate, tanto per cambiare un po' e poi tra qualche mese arriveranno nei negozi le nuove farine di castagna con cui è possibile preparare diverse ricette CLICK.
farine ce ne sono di tanti tipi, quelle di leguminosa sono ottime per impastare, a Genova si usa tanto quella di ceci per la farinata che però viene meglio fatta nel forno a legna, o per la panissa.
tutta la cucina ligure è "parsimoniosa" quindi vale la pena di approfondire CLICK.



*stretto alla crusca e largo alla farina
è un detto calabrese usato per chi presta molta attenzione alle cose futili e ne ha poca per quelle importanti.

martedì 21 agosto 2012

elaborata_mente

estate operosa (sarà che potrebbe essere l'ultima mia e del pianeta), così ho comprato un mini set di sgorbie e mi sono cimentata nella costruzione o meglio nell'intaglio di due cucchiai per il sale.
quello a sinistra è ambivalente nel senso che il manico nasconde un secondo cucchiaino, anche se quello a destra mi soddisfa di più. preferisco il minimalismo ed è certamente più frugale e quindi intonato a me.
per ammortizzare il costo delle sgorbie dovrei minimo produrne una decina da smerciare come gadget perchè al di là del risultato sono impagabili.
far crescere l'acacia, tagliarla, farla un po' rinsecchire, scortecciarla, intagliarla.
lavoro lungo e periglioso, dalle spine dei rami ai rischi che ti scappi una sgorbia e ti dissangui.
prossimo passo una scodella con il legno di noce, ma servono sgorbione.
altro costo da ammortizzare, ma cominciando per tempo dopo anni e anni di duro lavoro si risparmia il giro per negozi e poi le stoviglie di legno naturale (a comprarle fatte) costano un botto!

ps. dell'acacia sono buoni i fiori impanati e fritti.

domenica 12 agosto 2012

anche il nocino viene meglio fatto in casa

vero che l'alcool è caro, ma comunque a farsi gli sciroppi, le grappe, la birra, il vino, gli estratti in casa si risparmia.
il web è pieno di ricette, quindi tralascio, ricordo solo che il bosco d'estate offre un sacco di materia prima, quindi occhi aperti e fantasia a briglia sciolta.
detto questo, c'è un'altra cosa che si può fare o notare girellando "nella natura", funghi, castagne, certo; erbette selvatiche, ho già detto, marmellate, idem, ma non solo.
per apprezzare il post consiglio di spazzar via moralismi e ragionamenti ameni perchè torna in campo il discorso sull'istinto assassino, omicida o suicida poco importa.
la natura è capace di imbrogliare e gli abbagli sono facili, come diceva un esperto (che saluto perchè so che passa) "il rischio è quello di procurarsi solo un forte mal di pancia" magari scambiando o mescolando erbe letali con sosia innocui che annacquano la pozione.
il cumino dei prati e la cicuta sono pressochè identici salvo che nel fusto leggermente rossastro e più lungo di quello della pianta da cui si estrae il veleno.
in genere le bacche rosse sono tossiche e quelle mortali, anche in piccole quantità sono diverse (tranne il caso del tasso, che è mortale, fatta eccezione per le sue bacche, rosse, del tutto innocue).
sfortunatamente spesso ciò che è velenoso è anche pessimo al gusto, quindi va in qualche modo addolcito o si rischia di desistere o venire scoperti.
sanno tutti che le sostanze allucinogene come le altre droghe sono in buona parte derivate da piante e non necessariamente esotiche.
a parte le piantagioni di maria che però sono spesso identificate e quindi portano a sgradite conseguenze legali, l'ipomea, la datura stramonium (stramonio, ovvero erba del diavolo), la mandragora, il giusquiano, la belladonna, sono reperibili in natura o coltivabili senza destare sospetti.
in merito all'artemisia absinthium da cui si ricava l'assenzio non so che dire altro che, come le altre citate porta con sè leggende e tradizioni magiche che introducono a mondi oggi trascurati e che probabilmente meritano di essere approfonditi perchè i confini tra il salutare, il tossico, il letale o il curativo sono labili e dipendono in gran parte dalla conoscenza che se ne ha (oltre al dosaggio).

prontuario generale sulle piante tossiche CLICK


venerdì 27 luglio 2012

sapori a lunga conservazione

I dettagli sono importanti e i tempi di preparazione anche.
Poca roba lo so, ma oggi che tutto ha prezzi astronomici e anche i sapori li fanno pagare, conviene stare attenti anche alle foglie del prezzemolo, soprattutto perchè per produrre qualsiasi alimento se ne vanno litri di acqua ed energie che stanno impoverendo il mondo della gente per bene.


Il primo pensiero va alle conserve, tipica quella di pomodoro, ma ci sono altri "intrugli" che "ottimizzano" gli acquisti ed evitano gli sprechi.
per esempio la peperonata avanzata che, una volta frullata, si mantiene qualche settimana (di più se in barattolo pastorizzato) e può risolvere una ricetta scialba.
capita di comprare i "sapori" che anche a tenerli nell'acqua poi marciscono o seccano, oppure di essere fuori stagione con qualche aroma, che fare?
aglio, rosmarino, salvia e olio frullati e riposti nel frigo in un barattolo durano a lungo e sono utili per condire patate al forno, bolliti o arrosti.
aglio, salvia, alloro, prezzemolo e rosmarino tritati con del sale grosso e messi (sempre in frigo) in un barattolo di vetro, sono una riserva senza scadenza e un'ottima base per arrosti di carne e di pesce o ripieni, mentre il basilico tritato grossolanamente e mescolato a del sale grosso si mantiene tanto da poter essere usato anche nella stagione invernale, così come il peperoncino fresco che, una volta essiccato, liberato dei semi, tritato finemente e ricoperto di olio resiste benissimo anche un anno.


e che dire del fumetto? 
praticamente un brodo di pesce concentrato, che si prepara cuocendo a lungo ritagli di pesce con verdure, sale e aromi e serve come base per sughi e salse. 
Si prepara tagliando in pezzi le lische e tutte le parti del pesce sviscerato, come, teste, code e polpa (sono da preferire pesci di medie e grandi dimensioni, perché più ricchi di collagene), buttati in pentola insieme a carote, sedano, cipolle, gambi di funghi coltivati, aglio, alloro e prezzemolo. 
Si copre con acqua e vino bianco e si cuoce per almeno un’ora, schiumando di tanto in tanto. 
Quando la cottura è terminata, si aggiungono i granelli di pepe e si fa riposare il tutto per almeno 15 minuti, poi si filtra e si mette in frigo (dura circa venti giorni, max un mese, ma a congelarlo, magari in cubetti, resta come fresco).


Scatolame a basso costo lo chiamo io e anche quello è una riserva di gusto per ogni imprevisto. Qualche esempio? Vongole, acciughe e tonno.


Chissà perchè le vongole del pescivendolo, che poi bisogna spurgare e aprire e cucinare, costano una cifra e invece i barattoli dei supermercati dove ce ne sono tantissime costano pochissimo?
Forse perchè sanno di poco?


Comunque sia, per la pasta con aglio e prezzemolo, sono appetitose e se arricchite con una qualche verdura di stagione tipo gli zucchini o i carciofi tagliati molto sottili e appena scottati sono ancora meglio.


anche una semplice acciuga sotto sale o sott'olio (oltre a "risolvere" in un bel po' di altri casi tipo con i broccoli, la verza a crudo o per la bagna cauda) può rendere saporita una pasta, magari ripassata in padella con aglio, peperoncino e un po' di pan grattato.
Se poi quando si è stati dal pescivendolo ci si è fatti "regalare" qualche testa e qualche scarto con cui si è preparato un fumetto anche una sardina in scatola passata in un po' di pomodoro sembra una zuppetta di pesce prelibatissima.


Il salame di tonno è una ricetta variabile in più versioni.
Dalla più ricca CLICK a quella intermedia CLICK alla più economica che consiste nello sbriciolare il tonno (in scatola) mescolato con dei capperi tritati o del prezzemolo e disporlo su della pellicola trasparente, coprirlo con del pane vecchio (o del purea di patate) e alternare un altro strato di tonno e un altro di pane (o patate), arrotolare la pellicola e mettere in frigo.
il giorno dopo tagliare a fette (anche la pellicola) e servire, magari su dell'insalata, con una salsina o con fettine di uovo sodo, formaggio fuso, pomodori, quel che avete in casa e possa guarnire o per completare la portata.



sabato 21 luglio 2012

gambi, torsoli, bucce e avanzi


le foglie tritate del prezzemolo ok, ma anche i gambi hanno il loro gusto e si prestano meglio come decorazione.




le punte degli asparagi sono una prelibatezza che fa piacere gustare senza dover per forza arrivare alla parte più legnosa. meglio allora separarli e "sbucciare" i gambi che, lessati a parte, sono ottimi al burro o in insalata e crudi per il pinzimonio.


sia le foglie esterne e sia i gambi dei carciofi si possono spelare e venire usati al verde per il risotto lasciando la parte più tenera per gli altri usi.




il "fuori" dei finocchi di solito è coriaceo, ma affettato sottilissimo e gratinato in un po' di acqua sul fondo della padella (evita di sprecare energia e sapore nella pre bollitura) diventa un contorno molto appetitoso.



se per il purè o altre ricette si sono sbucciate un bel po' di patate (se sono prodotti non trattati), le bucce si possono fare fritte nell'olio, magari per "allungare" un contorno in cui aggiungere anche qualche foglia di salvia (sempre fritta, ma con la pastella) che male non fa.

andando alla frutta, i torsoli della pera e della mela (per esempio quando si fanno marmellate o dolci e ne avanzano tanti) possono diventare una risorsa. 
si tolgono i semi, si frullano con zucchero (meglio se vanigliato), un po' d'acqua e cannella o chiodi di garofano e dopo qualche ora in frigo diventano un dessert "onesto".


le banane troppo mature sono ottime fatte flambè, basta un po' di zucchero e del cognac o del marsala e due minuti in una padella con una noce di burro.




se poi ci si ritrova, magari al ritorno da una due giorni di trasferta, con dei frutti appassiti o bacati oppure è avanzata della macedonia (la macedonia avanza sempre, mai capito perchè), oltre a fare della marmellata, si può far saltare in padella con un po' di zucchero e poca acqua. 
una volta raffreddata si mette in frigo e può essere consumata come intermezzo rinfrescante nel corso della giornata o a fine pasto.


i biscotti hanno perso fragranza? il salame di cioccolato è una soluzione fantastica!

riordinando la dispensa capita di trovare di tutto, per esempio una scatola di cereali in scadenza o dimenticati e quindi "rammolliti".
bene, passati nell'uovo e fritti se ne ottiene una cialda croccante che accompagna il pasto oppure, aggiungendo dello zucchero, lo conclude magari facendo da base per una macedonia, del gelato, della crema o della panna montata finita con una spruzzata di cacao.



un libretto
sull'argomento


giovedì 19 luglio 2012

al_badingian

sconosciuta ai greci quanto ai latini arriva a noi dall'India passando per gli Arabi che la battezzano appunto al_badingian.
duttile, adattabile, veloce, su misura, senza spreco, rende tanto, piace a tutti almeno in uno dei tanti modi in cui è possibile cucinarla da sola o in compagnia.



al funghetto 
(un tocco di origano finale può far credere si tratti davvero di un sugo di funghi)


impanata e fritta

alla parmigiana


al verde


ripiena


alla brace (o ai ferri)


frullata come salsa


sott'olio o sott'aceto




al cartoccio

mercoledì 18 luglio 2012

kuskusu

sembra giapponese, ma in arabo maghrebino per kuskusu si intende il cous cous o cuscus, in pratica granelli di semola cotti a vapore, sebbene oggi se ne produca anche con cereali diversi (orzo, miglio, sorgo, mais).
più economico del riso si presta benissimo per insalate estive sia caldo e sia freddo, fritto, al forno, per polpette, minestre, contorni, piatti unici, torte, non importa se con verdura, carne, pesce, cereali, formaggio, frutta, dolce o salato.
velocissimo nella preparazione, basta spargerlo in un dito d'acqua bollente salata e con un goccio d'olio, coprirlo e spegnere il fuoco, dopo due o tre minuti è pronto.
assorbe benissimo i sapori senza impapocchiarsi e ha una consistenza gradevole al palato oltre a un ottimo aspetto.


testo

sabato 23 giugno 2012

déjeuner sur l'herbe

perchè privarsi del piacere di avere ospiti per pranzo o per cena o per entrambi solo per il fatto che costa una cifra?
ecco una semplice ricetta, molto creativa e varia, direi sorprendente e soprattutto economica.
fino a 50 persone ce la si cava con soli 5 € se si dispone di indirizzo email degli ospiti, altrimenti dipende dal piano tariffario del vostro gestore di telefonia.
il menù è libero, ognuno porta una cosa da mangiare o da bere che possa essere spartita con almeno altre tre persone e il gioco è fatto!
(i 5€? piatti, bicchieri e posate a perdere, meglio se ecologiche, ovvio!)





giovedì 14 giugno 2012

anche le formiche nel loro piccolo sono tanto buone

A causa di una delle frequenti liti tra Era e Zeus, 
l’isola di Enone fu invasa da serpenti 
che resero la vita impossibile agli abitanti 
che erano tormentati dalla fame e dalla sete dato 
che dai campi non spuntava nulla e, 
se tentavano di bere l'acqua 
avvelenata dei fiumi, morivano, 
tanto che in breve tempo erano 
rimasti in vita pochissimi di loro.
Eaco all'ora pregò Zeus di ripopolare 
l'isola quasi deserta. 
La notte in sogno vide una pioggia 
di formiche cadere dai rami 
di una quercia e diventare uomini. 
Quando si destò sentì suo figlio Telamone 
che lo chiamava perché vedesse una schiera 
di uomini che si avvicinavano al palazzo in cui
Eaco riconobbe gli uomini apparsigli in sogno. 
I serpenti erano spariti e la pioggia 
cadeva abbondante. 
Il popolo, detto dei Mirmidoni (= formiche) 
seguì Peleo e combatté a Troia 
accanto ad Achille e Patroclo. 
Altri dicono invece che i Mirmidoni di Achille 
furono così chiamati dal re Mirmidone, 
la cui figlia fu sedotta da Zeus 
sotto forma di formica. 
E altri ancora narrano di una Ninfa di nome 
Mirmece che si vantò di aver inventato l'aratro 
(cosa non vera) e per punizione 
fu trasformata in formica.   

“Il titolo: Insetti per uso alimentare umano lascia di certo interdetti. Pochi, soprattutto nel mondo occidentale e, oserei dire, soprattutto in Italia accettano di considerare questi come potenziale componente della loro dieta. Eppure le ragioni che porterebbero a farlo sono numerose.
hormiga culona (in via di estinzione)
dalle proprietà afrodisiache
è una formica colombiana dove è
considerata una prelibatezza 
Innanzitutto stiamo parlando di un alimento presente in notevoli quantità, specialmente nelle aree povere del nostro pianeta.
Recentemente la FAO ha stimato che il numero di persone denutrite, nel mondo, supera il miliardo di individui e questo rappresenta una conseguenza della crisi economica mondiale che, riducendo l’occupazione, ha privato molti delle risorse necessarie per l’accesso al cibo.
La stessa FAO sostiene che l’aumento di 100 milioni nel numero delle persone che soffrono la fame possa minacciare la pace e la sicurezza mondiale e auspica interventi per favorire lo sviluppo locale dell’agricoltura, dimostrando forse una visione limitata delle risorse che il pianeta offre”.
 

(...)
Cambogia: tarantola fritta
Le cavallette sono consumate in quantitativi superiori alle dieci tonnellate/anno in Algeria, Thailandia e Messico, le termiti nel solo Zaire arrivano a 1.3 tonnellate/mese, bruchi e farfalle vanno dai 50 Kg/anno del Sud Africa alle 3 tonnellate/anno del Messico e ai 140 kg/anno per persona dello Zambia (Elorduy, 2005)[48].
L’Africa storicamente risulta un continente caratterizzato dal consumo alimentare di insetti tanto che in alcune aree, essi soddisfano più del 50% del fabbisogno di proteine animali.
In Congo, nel distretto di Brazzaville, vengono consumati fino a 40 g (peso secco) di bruchi affumicati per giorno.
Gli indiani dell’Amazzonia consumano insetti in gran quantità come pratica tradizionale, di 39 gruppi studiati (22% del totale presunto) solo uno nega l’utilizzo di tali animali, mentre per gli altri costituiscono una fonte nutrizionale gradita al punto che si riconoscono più di 200 specie edibili.
Il Messico detiene il primato tra i paesi a vocazione entomofagica con centinaia di specie consumate. La diffusione interessa le aree rurali ma anche le grandi città, come la capitale, dove rappresentano un prodotto diffuso e apprezzato tra persone di ogni ceto, servito anche nei ristoranti più lussuosi.
In Australia gli uomini erano e sono dediti alla caccia, mentre la raccolta, anche di insetti, è un compito femminile. La stagionalità delle varie pratiche va rilevata e numerose sono le specie consumate.

Giappone: larve e pupe di vespe
In Giappone si consuma un buon numero di insetti che storicamente rappresentavano un’importante fonte proteica per quelle persone che, vivendo lontane dalle coste, non potevano approfittare del pesce e della carne.
In Europa pochi sono gli insetti consumati tradizionalmente anche se in alcuni stati (soprattutto al nord) si trovano ristoranti che cominciano ad offrirli. Conosciuto é il formaggio con le larve tipico di Francia, Sardegna e altre regioni, mentre pochi sanno che alcuni estratti di insetto (come il rosso cocciniglia: e 120) sono usati per colorare cibi (es. Smarties, yoghurt) e bevande (es. Campari).
Gli aspetti nutrizionali ci permettono di considerare seriamente gli insetti come valide alternative per la dieta umana.
Un importante punto di partenza per poter considerare l’uso di insetti nell’alimentazione umana é la loro digeribilità (e l’assenza di grassi).
Praticamente tutte le specie di insetti hanno valori superiori a quelli dei cibi più comuni, solo la carne di maiale ne possiede un quantitativo maggiore a causa dell’alto tenore lipidico.
Le proteine sono composti organici formati da aminoacidi, il bruco del Mopane (Gonimbrasia Belina, che è molto apprezzato e diffuso in Africa meridionale), ha una digeribilità proteica del 85,8%, un assimilabilità del 78,8% ed un utilizzo netto del 67,8%; inferiore a quello delle uova (93,5%) e simile a quello della soia (61%).

Ecc, ecc. pregi e difetti, problematiche varie (rischi estinzione, allergie, controindicazioni ecc) dettagliati nella tesi da cui ho estratto i corsivi (continua a leggere CLICK) per chi ha fretta invece un articolo divulgativo meno impegnativo CLICK.



martedì 12 giugno 2012

livret et la mortadelle


insomma, pane e mortadella.
ricetta poco impegnativa e piuttosto economica.
volendo si può farcire con sottaceti o formaggio.
ci sono ulteriori varianti: pane e salame, pane e prosciutto, pane e soppressata, pane e ciccioli, ma costano di più.
vado a farmi un panino che mi è venuta fame;)

giovedì 5 aprile 2012

i tanka della capra, dell'ariete e dell'agnello


nascendo capra
ho tre sole opzioni
sopra la panca
cantare oppur sotto
crepare o brucare.
nasco caprone
ho solo tre opzioni
essere becco
brucare e trombare
o capro espiatorio

nato agnello
in un brutto momento
ho tre opzioni
al forno, in padella,
o spiedino sul fuoco

Anche i sensi di colpa vengono bene per una cucina economica.
"Siamo quel che mangiamo" basterebbe a lasciar stare gli agnelli e anche polli, conigli, oche, bughe, polipi, trote e gran parte degli animali. A chi piacerebbe ritrovarsi al mattino con lo spirito di una lumaca o saltellante come una rana?
Premetto che le costine d'agnello le trovo specialissime (magari le eviterei per pasqua).
Comunque, dicevo____, che dicevo?

domenica 1 aprile 2012

e per finire in povertà, ma con gusto

Allora dalle tartine al patè di fegatini di pollo (o di coniglio), alla pasta con le olive nere e adesso qualcosa di dolce tanto per chiudere.
Si sa che qualsiasi cosa si faccia fritta è buona, quindi prima di pensare di passare direttamente alle suole delle scarpe impanate e fritte, si può provare questa semplice ricetta che ha diverse varianti a seconda delle nazioni e dei paesi.
Scelgo la più semplice ed economica:

Ingredienti: latte, zucchero, scorza di limone grattugiata.
Procedimento: far intiepidire gli ingredienti mescolando fino a quando lo zucchero si scioglie, bagnare le fette di pane casereccio col latte, una volta impregnate, sgocciolarle e passarle nell'uovo sbattuto e poi nel pan grattato. Friggerle per qualche minuto nell'olio caldo e dopo averle disposte sula carta assorbente, spolverizzatele con delle zucchero a velo e non.

Lo stesso, ma senza zucchero, per accompagnare / "allungare" fritti di altro genere.
Ad esempio avete una sola mozzarella e vi arriva un ospite?
Va benissimo farla in carrozza e farla "rendere" disponendola sul piatto insieme al pane fritto salato.
Altra variante, avete un avanzo di uovo sbattuto o volete raddoppiare il volume della frittata?
fate friggere l'uovo o la frittata solo da un lato, disponete le fette di pane "ammolate" nel latte e girate la frittata. Ottima per picnic, praticamente con una sola portata avete un pasto completo.
E con questo sto a posto fino a pasquetta! Buona gita fuori porta!!


se famo du' spaghi?


Ecco una pasta veloce, economica e gustosa.
Si sminuzzano le olive nere cotte al forno e l'aglio in una padella con un filo d'olio in cui si butta la pasta spolverata di parmigiano e pan grattato.
Una brevissima mescolata e voilà!

Oltre all'acido oleico nelle olive troviamo potassio e vitamine; inoltre costituiscono un'ottima fonte di fibre dietetiche, per tanto,  risultano ricostituenti, energetiche e antiossidanti. 
Anche l'aglio è un ottimo antiossidante e del parmigiano tutti sanno quanto sia buono e salutare, tanto che anche gli intolleranti ai latticini riescono a consumarlo.



lo spuntino di pellegrino

di questi tempi trovare ricette "economiche" è un'impresa!
"Avvezzatevi a mangiare d’ogni cosa se non volete divenire incresciosi alla famiglia. Chi fa delle esclusioni parecchie offende gli altri e il capo di casa, costretti a seguirlo per non raddoppiar le pietanze".
(sento una voce___), vabbhè, due giorni fa, il 30 marzo, tornando verso casa vedo un signore anziano sulle rive del Bisagno prosciugato che coglieva erbette alimurgiche, forse ispirato dal post precedente? O era un fantasma dei bei tempi andati?
"Non si dovrebbe ritornare al cibo altro che quando lo stomaco chiama con insistenza soccorso, e questo bisogno tanto più presto si farà imperioso se lo provocate con una passeggiata all’aria libera oppure con qualche esercizio temperato e piacevole".
(ma cos'è sta voce?), comunque mi ha messo un tristezza infinita soprattutto per via che sicuramente le sponde del ruscello in secca tutto sono tranne che sane e pure come invece immagino fossero più o meno un secolo fa.
"Non vi fate schiavi del vostro stomaco: questo viscere capriccioso, che si sdegna per poco, pare si diletti di tormentare specialmente coloro che mangiano più del bisogno, vizio comune di chi non è costretto dalla necessità al vitto frugale". 
Ancora???
"Non vorrei che per essermi occupato di culinaria mi gabellaste per un ghiottone o per un gran pappatore; protesto, se mai, contro questa taccia poco onorevole, perché non sono né l’una né l’altra cosa".
Ma chi siete? 
"Sono Pellegrino. Ve l’offro dunque da semplice dilettante qual sono, una ricetta, sicuro di non ingannarvi, avendo provati e riprovati più volte questi piatti da me medesimo; se poi voi non vi riuscirete alla prima, non vi sgomentate; buona volontà ed insistenza vuol essere, e vi garantisco che giungerete a farli bene e potrete anche migliorarli, imperocché io non presumo di aver toccato l’apice della perfezione".

E così con buona pace delle oche e del portafoglio, mi lascia la sua ricetta del patè di fegatini di pollo (ma volendo si può fare anche con quelli del coniglio).

"Sapete già che ai fegatini va levata la vescichetta del fiele senza romperla, operazione questa che eseguirete meglio operando dentro ad una catinella di acqua.
Mettere i fegatini al fuoco insieme con un battutino composto con uno scalogno, o in mancanza di questo, di uno spicchio di cipollina bianca, un pezzetto di grasso di prosciutto, alcune foglie di prezzemolo, sedano e carote, un poco d’olio e di burro, sale e pepe; ma ogni cosa in poca quantità per non rendere il composto piccante e nauseante. A mezza cottura levate i fegatini asciutti e, con due o tre pezzi di funghi secchi rammolliti, tritateli fini colla lunetta.
Rimetteteli al fuoco nell’intinto rimasto della mezza cottura e con un poco di brodo finite di cuocerli, ma prima di servirvene legateli con un pizzico di pangrattato fine e uniteci un po’ di agro di limone.
Vi avverto che questo crostini devono essere teneri e però fate il composto alquanto liquido, oppure intingete prima, appena appena, le fettine di pane nel brodo".



sabato 10 marzo 2012

Prebuggiùn!

Chi è ligure lo conosce, si tratta di erbe spontanee mangerecce che si possono gustare lessate con olio sale e limone oppure usate per il ripieno dei pansoti (la variante ligure dei ravioli), frittate, torte, minestre.
Le erbe più comunemente raccolte sono: talaegua (Reichardia picroides), scixerbua (Sonchus oleraceus), bell'ommo (Urospermum dalechampli), dente de càn (Taraxacum officinalis); borraxe (Borrago officinalis); ortiga (Dioica), pimpinella (Sanguisorba minor); denti de cuniggio (Hyoseris radiata); papàvau (Papaver roeas); gê (bietole).

Tuttavia in questa stagione se ne trovano solo alcune e anche se pubblicassi le foto sono certa che sarebbero difficili da riconoscere se manca la pratica.
In ogni caso, in questo periodo, se capita di andare a fare due passi in campagna sicuramente è possibile trovare il dente di leone (tarassaco) che è facile riconoscere essendo la pianta dai fiori gialli che poi diventano i soffioni.
Fa benissimo al fegato e come disintossicante.


Si consuma crudo in insalata, qui lo vedete con le viole, il costetto e i getti di rovo, le margheritine le ho scordate ma si mangiano anche quelle e pure le calendule sia le foglie e sia i fiori, ma delle officinali parliamo un altro giro.
Oltre che crudo il tarassaco può essere lessato e ripassato in padella con aglio e olio oppure un uovo, o ancora servire per frittate e torte.
Altra pianta precoce l'ortica. Un paio di guanti di lattice in borsa e un sacchetto e se ne possono raccogliere nella giusta quantità per preparare un risotto. 
E' bene sapere che una volta nell'acqua smettono di urticare quindi sono comode da pulire.
Se invece avete scordato i guanti c'è il modo di prenderle senza pungersi oppure si può strofinare la parte irritata con della parietaria che è ottima per fare la minestra (meglio evitare il sale perchè è salata di suo).
Dunque il menù di oggi è risotto con le ortiche, torta o frittata di tarassaco con insalata mista e stasera minestra di parietaria per una giornata sana e disintossicante senza digiuno totale!
Per domani se siamo stati fortunati e siamo esperti possiamo fare dei pansoti con malva, tarassaco, bietole, borage, ortiche, melissa e le altre che siamo sicuri siano commestibili.
Per evitare inconvenienti tenersi lontani dalle ombrellifere che fanno fiori bianchi, anche se bisognerebbe vederle in fiore per sapere quali siano e quando sono fiorite di norma non si raccolgono. Insomma, se siete incerti lasciate stare.


Di contorno dei fiori di borage fritti in pastella, da provare sono buonissimi. Volendo i fiori si possono anche usare nei contenitori per fare i ghiaccioli così da decorare le bibite in estate.
Meglio eliminare la farfalla, ma questa foto rubata al cellulare nell'orto mi piace un sacco).
Per gli asparagi selvatici è ancora presto, se ne parla a pasqua, ma è bene tenere a mente dove si scorgono le piante perchè il gusto è davvero squisito, di molto migliore rispetto a quelli coltivati!
Anche il finocchio selvatico è utile per la pasta con le sarda o come aromatica per sott'oli o a piacere.


Insomma a ben guardare qualcosa di buono e di sano si trova, purchè lontano dalla strada e in un ambiente pulito.