(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time, considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e, per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra. bella o brutta che sia,mi soddisfa e tanto mi basta.
ogni anno passa terna a vivisezionarmi un noce, avevo incontrato la squadra degli sterminatori che mi avevano rassicurato che il ciliegio quell'anno era scampato.
"comunque sia_ ribatto_ avete accatastato insieme al taglio vecchio?"
"sì, sì, tutto a posto, secondo quello che vuole la forestale"
"bene _mi dico_ se scambiano un noce per un ciliegio c'è da tremare" ma poi era in corso l'anno sabbatico dall'orto e ho fatto finta di niente.
un anno fa, più o meno in questa stagione scendo a controllare e mi trovo davanti quei circa cinquanta metri quadrati di sottobosco più o meno così
click sulle foto per ingrandire
a primavera finalmente avevo spurgato, come le lumache, lo scazzo e li chiamo.
arrivano: "e ma adesso è tutto pieno di rovi, è tutto un casino"
a quel punto ho deciso di lasciare com'era, almeno fino a quando avrei raccolto le more, tanto che c'erano, i rovi, tanto valeva.
qualche giorno fa col sole ho approfittato per venirne a capo. mi importa una sega della motosega.
un normodotato aitante credo avrebbe impiegato un paio d'ore, a me ce ne sono volute sei su due giorni, avendo a disposizione sole tre ore al giorno di autonomia fisica. adesso è così
ieri sera ero fuori di me dalla fatica e oggi è mercoledì quindi ho sfidato i cacciatori e sono tornata a controllare che avessero preso atto che quello che per loro è una superficie incolta in realtà è il mio "orto".
a giudicare dal fatto che i paletti erano tutti al loro posto e i cancelli erano chiusi, ne ho dedotto che la minaccia di dotarmi di porto d'armi per sparare invece che ai cinghiali a chi spara a loro, per ora ha funzionato.
i piselli erano salvi o per lo meno nessuno ci aveva camminato sopra, pensando forse che fossero cerchi nel bosco.
"ma perchè lei non fa l'orto come tutti gli altri? perchè non si fa aiutare?"
"mi guardi_ rispondo alle due domande con una fava_ le sembro una come tutti gli altri?"
fave seminate a ottobre
un paio d'ore impiegate in lavori leggeri perchè nel pomeriggio me ne servono altrettante di piena energia per scendere nella city, che mi stanca anche più di zappare poi, fino a quando ci sarà il sole al mattino, un tot di altre cose da fare nell'orto giardino.
stamani ho notato che c'è un sacco di muschio, poi che c'era una rosa solitaria e che un muro ha la gobba e ne è venuto fuori un tanka, che è poi quello che alla fin fine mi sono portata via da questi due giorni di plein air.
acqua che sfalda
continua e costante
un muro gobbo
tra il muschio una rosa
unica bianca sola
c'è ancora una cosa che faccio in fretta, scrivere, ma finchè c'è il sole il resto prende la maggior parte del tempo. comunque approfitto perchè sui paralleli c'è una nuova rubrica che si chiama "I Meridiani" ed è una finestra aperta ai post di altri che ci sono piaciuti. il primo è mio ed è una versione che trovo stupenda di Stranizza d'amuri di Battiato intepretata da Rita Botto.
Anche i sensi di colpa vengono bene per una cucina economica.
"Siamo quel che mangiamo" basterebbe a lasciar stare gli agnelli e anche polli, conigli, oche, bughe, polipi, trote e gran parte degli animali. A chi piacerebbe ritrovarsi al mattino con lo spirito di una lumaca o saltellante come una rana?
Premetto che le costine d'agnello le trovo specialissime (magari le eviterei per pasqua).
che è poi il sistema migliore per essere investiti,
trattiamo male chiunque ci sia d'attorno,
abbandoniamo
dopo aver detto che l'abbiamo tradito
l'amore di turno,
avveleniamo il cibo che serviamo in famiglia,
facciamo il contrario di quello che vorremmo,
beviamo caffè di notte e camomilla al mattino,
andiamo in rosso in banca,
sfasciamo tutto quello che di prezioso abbiamo in casa,
leggiamo solo poesie tristi,
ascoltiamo solo musica tragica,
guardiamo solo porta a porta,
ingozziamoci di dolci al cioccolato e peperoncino
e puliamoci il culo con la carta vetrata,
mettiamoci le dita negli occhi a vicenda,
prendiamoci a morsi,
fumiamo come ciminiere,
usiamo mutande di ghisa,
indossiamo o facciamo indossare preservativi sfondati,
guidiamo in contromano parlando al cellulare,
peliamo cipolle fino a riempire la pentola di lacrime
così la pasta è già salata,
usciamo di casa senza ombrello quando piove,
anzi chiudiamoci fuori di casa in vesti adamitiche,
rubiamo a chi è più povero di noi (se lo troviamo),
spendiamo tutto quello che ci resta dal chirurgo estetico
che ci deturpi,
mandiamo a fare in culo il superiore,
screditiamo i pochi amici rimasti,
inquiniamo l'acquedotto,
diamo fuoco ai giardini d'infanzia,
tiriamo urli, rutti, bestemmie, sputi e scorregge
al cinema e in ascensore,
scriviamo lettere anonime di minaccia a babbo natale,
scopiamoci (contro natura) i preti e le suore in chiesa,
cuciniamo il gatto vivo nel forno,
e il cane accechiamolo e regaliamolo a un cieco,
imbarchiamo su un gommone bucato i nostri figli,
sciacalliamo i supermercati,
riempiamo il parlamento di merda diarroica,
vomitiamo sull'arte e gli artisti,
demoliamo i ponti e le strade,
diamo la cittadinanza agli immigrati,
rispettiamo le donne e i bambini,
ascoltiamo gli anziani e prendiamocene cura,
diamo lavoro a chi ha smesso di cercarlo,
offriamo un tetto a chi conosce solo le stelle,
insomma facciamoci del male
fino a piangere e urlare
e poi spariamo(ci).
Fallo!
.
.
tanka equinoziale
.
equinozio
castagne sul fuoco
inganni spogli
raccontarsi e capirsi
nella cenere brace
divergenza cosmica
essì perchè non è detto che ci sia solo convergenza, ci sarà pure qualche divergenza.
per esempio io ne ho avvertita una profonda proprio ieri sera, anche se non sono riuscita a spiegarla.
oggi inizia la tre giorni sulla Convergenza Cosmica che non seguo perchè è su l'odiato FB cioè qui CLICK.
ma la seguo in altro modo, nel mio piccolo, tra chi passa di qui o che leggo in giro anche se ormai giro poco.
il virtuale è bello per questo, per avvicinare persone lontane, idee, pensieri, ideali, utopie.
per l'altro che offre lo amo poco, per esempio per gli aspetti che taluni utilizzano per sostituirlo al reale o usarlo come surrogato, per farne un modus vivendi tale che anche nella realtà sia più importante il filo virtuale che fa credere vi sia chissà quale intesa invece di totale disinteresse.
lo so sono un po' cupa, ma come dicevo ier sera ho subito la terza sconfitta (da che frequento il mondo virtuale) al principio che questo sia un mezzo e non un fine, ecc ecc, non vale più neanche la pena di parlarne, non ho neanche più voglia di analizzare quanto la mia adesione a questo principio sia ostinazione o accanimento, depravazione, alibi, quel che volete.
i nuovi linguaggi sono una cosa, il disordine, la negazione dell'evidenza, la mala fede fosse anche involontaria sono altra cosa.
non smetto di pensare che essere chiara, esplicita e diretta sia una qualità sempre.
niente specchi su cui doversi arrampicare, niente memorizzazioni di bugie o rimozione o giustificazione per le reticenze o i diversivi.
niente scuse. nessun perdono (non siamo mica in chiesa?)
le cose vanno come devono e vogliono andare.
è finita una amicizia perchè ho dei principi. e allora?
non discrimino chi ne è privo o li ignora, anzi sono felice per lui o per lei.
a me servono per tanti motivi, evito di imporli e proporli.
ma non mi si può chiedere di mettermeli sotto ai piedi per cosa poi?
ecco questo non è stato chiarito nè descritto.
il mio interlocutore non lo sapeva neanche lui. come potevo avvertirlo o comprenderlo?
a posto così.
una divergenza. capita. non facciamone un dramma, c'è di peggio.
L'arte del distacco
"Spesso facciamo dipendere la nostra felicità da azioni e pensieri di altri o ci lasciamo influenzare da situazioni e circostanze che non fanno più parte del nostro vero essere. Impariamo a utilizzare nei nostri pensieri "il distacco" che non significa affrontare la vita con fragilità e in maniera fredda e indifferente, ma con uno stato interiore più fiducioso e rispettoso verso noi stessi. Non vogliamo sfuggire la realtà ma cerchiamo di comprenderla meglio. Mettiamo da parte il nostro ego e siamo veramente onesti con noi stessi, guardiamoci dentro per capire e trovare l'armonia per vivere il presente con maggior intensità, senza dimenticare di attingere dall'esperienze belle e brutte vissute nel passato. Viviamo la consapevolezza che un approccio più distaccato crea la nostra mente libera, ci consente di dare spazio alla crescita interiore, ai veri sentimenti, all'amore, senza paura di cambiare, senza paura del futuro. E' solo quando 'lasci andare' ciò a cui sei attaccato che crei lo spazio perché il nuovo si manifesti." Brahma Kumaris World Spiritual University