provvisoriamente _ ironicamente _ fugacemente _ instabilmente _ cinicamente _ p a r a l l e l a m e n t e_click
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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
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bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
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martedì 1 luglio 2014
Queimada
il video rispecchia la serie da cui è tratto, quindi distaccato, ironico e beffardo (quasi come seguisse a una prescrizione medica coatta).
però è una sintesi breve di una lunga vicenda di cui in effetti pochi o nessuno potrebbero dire (com'è, del resto, per le storie di ogni persona, nota o ignota che sia).
è della generazione dei miei genitori, ma quando l'ho visto in pellicola per me era quello del tram e del desiderio selvaggio e via via che scorrevano gli anni, e i frame, le due età si confondevano al tempo del tango nell'apocalisse finale.
un gigante alto appena 1,75 rimasto solo nonostante milioni di fan innamorati delle sue interpretazioni a piangerne la morte.
stesso destino di tanti altri che scompaiono e di cui, forse, resta qualche foto, un profilo su un social network e niente altro, nemmeno qualcuno che li pianga perché è probabile che neanche sappia che un giorno di fine giugno il viaggio è finito in una stiva da cui uscire liberi e scoprire che invece mancava l'aria.
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marlon brando
sabato 1 dicembre 2012
iperbolica_mente
![]() |
| Emanuele Giannelli |
di fatto dopo quasi un anno a pensare che razza di cambiamento fosse quello preso a pretesto dai maya, alla fine qualcosa deve pur succedere o esser successo se dal sospetto è scaturita la certezza che quel che sembrava è in realtà capovolto.
siamo sprofondati a nostra insaputa nel paventato baratro.
eppure siamo sempre qui, acciaccati, malridotti, isolati, orfani, ma ci siamo, come prima, ma diversi, chi più e chi meno.
questi reduci sono stati aiutati a salvarsi?
no.
in verità se ne stanno in silenzio e nascosti perché se venissero identificati verrebbero ancora e ancora additati e osteggiati, per non dire di peggio.
è successo un po' quello che accade quando si discute con qualcuno che si mostra indifferente.
dopo un po' si girano i tacchi e ci si sposta altrove.
osservando le politiche nazionali e globali si arriva a pensare di tutto di più tranne che siano adeguate a governare gli stati o il pianeta.
a proposito delle elezioni e del consenso o meno, mi viene in mente quel che si dice alle donne che han paura a denunciare i loro mariti o compagni violenti e a quel che rispondono e mi sembra sia molto simile al rapporto tra elettori e candidati.
ci dicono che ci amano e che cambieranno e noi ci crediamo.
si può fare a meno di questa politica?
beh, sì.
di fatto manca già, è finita o comunque ingiusta e inutile tanto che c'è da chiedersi come sia possibile trovare qualcosa che funzioni, anche solo che il panettiere riesca a infornare del pane o che il barista sia capace di servire un caffè.
infatti, a seguire l'esempio di chi dovrebbe rappresentare un modello e una guida, c'è da perdere il senno ed è un attimo scambiare un ingrediente o sbagliare una manovra.
invece, in qualche modo, separatamente, sempre più sideralmente lontane da quei vertici, le persone si riorganizzano, ognuna secondo le proprie capacità e possibilità.
a pensarci sù, si può dire che è "anche" un'occasione benché possa sembrare un paradosso.
eppure di fatto è qualcosa che sta più vicino alla pratica di un'anarchia di quanto lo sia la teoria che ha cercato di spiegare "modernamente" e strumentalmente il significato di quella nobile e antica utopia.
per chi la vuol sentire ho trovato la versione dell'inno di cui de andrè canta il ritornello qui nella colonna a destra del post, ma la canta un altro però è intera e si intitola "la bella che guarda il mare" lalala, lalala, lalala CLICK
Countdown del Drago CLICK
lunedì 8 ottobre 2012
indifferentemente inabile
U f f a _ f f a !
sto inquieta, da giorni.
ho sta cosa che tutti parlano di soldi.
da briatore che piange miseria dall'assessore che si lagna perchè si chiede come potrà vivere con uno stipendio tagliato a quattro mila euro, ma anche in generale, per la strada, tutti che dicono le stesse cose, fanno la morale agli altri poi saltano sul suv e vanno al discount invece che nella boutique, ma il risultato resta identico perchè l'atteggiamento o la posa mentale è la medesima.
le tasche son meno piene e si fatica di più ad accettare che alcuni le abbiano sempre stracolme e possano permettersi ogni cosa, mentre noi no.
tutti discorsi che accetto da un barbone, un diversamente abile, un disoccupato, ma poi basta.
questa minoranza silenziosa che si sta allargando accetta solo poveri doc e soprattutto gente con un po' di autocritica e cervello, perchè se provate a parlare di economia e politica sotto a un ponte, vi ci mandano in mezzo minuto.
la mia analisi apocalittica deriva da una visione molto particolare delle vicende che attraversano l'attualità e il mio stile di vita è pari a quello di un barbone solo che invece della bottiglia nel cartoccio ho il blog, una diversa forma di dipendenza che procura però gli stessi danni al fegato.
è una questione un po' culturale e un po' di priorità, ma di fatto mi sento molto più simile a chi vive nel terzo mondo che a chi vuole stare a forza in questo e siccome i confini ormai si sono aperti e confusi e per via che il clima sta cambiando, si può dire che vivo come ai margini di un contesto che muta in cui l'intera gamma delle miserie umane mi scorre davanti come l'acqua sotto a un ponte.
fin da subito dopo la mia débȃcle ho capito che la cosa doveva restarmi estranea e che l'importante per me era mantenere saldo ciò che sono senza cadere in tentazioni di frustranti tentativi di procacciare risorse per tornare a un tenore di vita più consono ad aver una voce che anche fosse stentoreamente baritonale sarebbe comunque inascoltata.
ribadisco, così da mettere sto post nelle avvertenze per i prossimi chiarimenti, le poche cose a cui tengo:
essere a basso impatto per gli altri e per il pianeta,
godere della mia libertà e indipendenza nel rispetto di quelle degli altri,
rinunciare ai miei diritti tenendo fede ai miei doveri,
rivendicare la mia apocalittica ateicità,
aver cura dei miei difetti, ché i pregi sono inaffidabili,
e un paio di varie ed eventuali che mi riservo di alternare come e quando mi pare.
ecchèccazzo!
sto inquieta, da giorni.
ho sta cosa che tutti parlano di soldi.
da briatore che piange miseria dall'assessore che si lagna perchè si chiede come potrà vivere con uno stipendio tagliato a quattro mila euro, ma anche in generale, per la strada, tutti che dicono le stesse cose, fanno la morale agli altri poi saltano sul suv e vanno al discount invece che nella boutique, ma il risultato resta identico perchè l'atteggiamento o la posa mentale è la medesima.
le tasche son meno piene e si fatica di più ad accettare che alcuni le abbiano sempre stracolme e possano permettersi ogni cosa, mentre noi no.
tutti discorsi che accetto da un barbone, un diversamente abile, un disoccupato, ma poi basta.
questa minoranza silenziosa che si sta allargando accetta solo poveri doc e soprattutto gente con un po' di autocritica e cervello, perchè se provate a parlare di economia e politica sotto a un ponte, vi ci mandano in mezzo minuto.
la mia analisi apocalittica deriva da una visione molto particolare delle vicende che attraversano l'attualità e il mio stile di vita è pari a quello di un barbone solo che invece della bottiglia nel cartoccio ho il blog, una diversa forma di dipendenza che procura però gli stessi danni al fegato.
è una questione un po' culturale e un po' di priorità, ma di fatto mi sento molto più simile a chi vive nel terzo mondo che a chi vuole stare a forza in questo e siccome i confini ormai si sono aperti e confusi e per via che il clima sta cambiando, si può dire che vivo come ai margini di un contesto che muta in cui l'intera gamma delle miserie umane mi scorre davanti come l'acqua sotto a un ponte.
fin da subito dopo la mia débȃcle ho capito che la cosa doveva restarmi estranea e che l'importante per me era mantenere saldo ciò che sono senza cadere in tentazioni di frustranti tentativi di procacciare risorse per tornare a un tenore di vita più consono ad aver una voce che anche fosse stentoreamente baritonale sarebbe comunque inascoltata.
ribadisco, così da mettere sto post nelle avvertenze per i prossimi chiarimenti, le poche cose a cui tengo:
essere a basso impatto per gli altri e per il pianeta,
godere della mia libertà e indipendenza nel rispetto di quelle degli altri,
rinunciare ai miei diritti tenendo fede ai miei doveri,
rivendicare la mia apocalittica ateicità,
aver cura dei miei difetti, ché i pregi sono inaffidabili,
e un paio di varie ed eventuali che mi riservo di alternare come e quando mi pare.
ecchèccazzo!
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lunedì 8 agosto 2011
Trilogia_ chi non ha dove
____ Chi va e chi viene, chi resta e chi non ha dove stare o andare e preferisce vedersi fuori da questo mondo. Considerare uguale ogni posto, tanto vale quello in cui nessuno pare riesca a stare volentieri.
____ a tratti solo uno stato d'animo sempre più sgomento, un senso di vedovanza e distanza acuito dalla constatazione che la reazione e lo sdegno sono andate in vacanza pure loro.
____ mi sembra che in realtà i conoscenti siano tutti o in gran parte presenti, ma forse, anzi certamente il mio è un micromondo di miei simili, dunque pochi, troppo pochi per fare la differenza.
____ passato il va e vieni si torna e si resta, intanto tutto va nel suo peggio ruotandomi intorno come un satellite intorno al suo asse e al suo pianeta di riferimento.
sabato 25 dicembre 2010
ACCORDI INSINDACABILI

accordo fiat sindacati, tanto brutto che non si può vedere
del resto pacco più pacco meno...
tutti li dobbiamo finire
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Rosalia Porcaro
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