in uno spettacolo vecchissimo Bertolino faceva uno sketch dove presentava diverse situazioni in cui con un semplice "d'altra parte è così" ci si può togliere d'impiccio.
mi dimentico tutto o quasi ma questa cosa qui ogni tanto me la ricordo e ogni volta constato quanto sia geniale anche se ancora è mancata un'occasione adatta in cui proporla.
colpa del fatto che per "proferirla"sono necessari alcuni presupposti di cui sono carente.
In primis la pazienza di ascoltare le lagne, poi di prendere le distanze, in ultimo assumere l'espressione giusta a rendere credibile e soprattutto senza replica la frase.
perchè, voglio dire, pure a noi misantropi capita di "incagliarci" nei luoghi comuni od ostaggio in situazioni dove è impossibile una ritirata.
stamattina ho infilato una perla meravigliosa, un po' più articolata del "d'altra parte è così" ma d'effetto.
appena uscita di casa avvisto da lontano un gitante col cane e calcolando i tempi di percorrenza miei e suoi do per certo che ci incroceremo esattamente in cima alla fascia dove ho l'orto come in effetti è stato.
ho tentato un saluto accompagnato da una postura del tipo: ciao, siete arrivati, qui va sempre uguale, sentito che caldo, infatti vado nell'orto a quest'ora, ogni anno è peggio, salutami Maria; ma niente.
per qualche oscuro motivo è partito un dialogo con per oggetto esattamente tutto quanto avevo già riassunto con l'espressione del volto e la postura e che, ovviamente, si è poi avviato alla insidiosissima conclusione che inizia con: "perchè non passi a trovarci?"
che tradotto significa: "quand'è che mi racconti un po' dei cazzi tuoi e dei residenti così che posso dirti dei miei?"
e lì mi è uscito spontaneo un "esco poco perchè sono di pessimo umore e siccome tutti abbiamo i nostri problemi ho poca voglia sia di parlare dei miei e sia di sentire quelli degli altri" fine del discorso.
sarà che sono notti di luna piena, ma d'altra parte è così!
provvisoriamente _ ironicamente _ fugacemente _ instabilmente _ cinicamente _ p a r a l l e l a m e n t e_click
.
(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
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venerdì 3 agosto 2012
domenica 15 aprile 2012
stretta è la soglia, larga è la via, dite la vostra che ho detto la mia
Ne ho dette un paio tremende, tipo: "se non è mussa è pan bagnato" e "__ massì__ !, quei fiorellini azzurri___ , come si chiamano? massì! i non ti scordar di te!"
A volte capita, "colpa" dei troppi pensieri o di un incipit di Alzheimer, fatto sta che succede di usare comunemente motti stravolti, tali per cui una soglia diventi una foglia.
"Colpa" della grafia che un tempo rendeva così somiglianti la esse e la effe, ma resta che la foglia nei proverbi di solito si mangia e comunque che ha a che fare con la via, stretta o larga che sia?
Idem per la "chiave di svolta", definizione completamente priva di significato eppure spesso utilizzata al posto della "chiave di volta" e cioè a significare la pietra che da sola regge un arco, dunque il punto saliente della vicenda.
"Ah l'amor ond'ardo" e cioè l'amore che mi fa ardere è ben altra cosa di: "l'amor è un dardo" (anche un arciere innamorato lo capisce!)
"Loglio" ovvero la zizzania, la gramigna come vogliamo chiamarla, che diventa "olio" e rende assolutamente incomprensibile il detto "separare il grano dall'olio", così come "fare la cresta" che deriva invece dall'espressione "fare l'agresto" e cioè rubare l'uva acerba per farne vino agro.
E se poi vogliamo "piantare in asso" qualcuno, stiamo emulando Teseo che una volta ucciso il Minotauro "pianta in Nasso" e cioè abbandona in quella località l'amata, forse perchè afflitto dalla "bellezza dell'asino"?
Cosa c'entra l'asino? Niente! E' tutto un malinteso che vorrebbe significare un giovane senza doti altro che la gioventù, come recita il detto originale malamente tradotto: "la beauté de l'âge" (la bellezza dell'età).
Della cruna, dell'ago e del cammello si sa che deriva da una grafia simile di "kamelos" (cammello) e "kamilos" (gomena).
"Piove sul bagnato" deriva da "Piove sul bagnato: lagrime su sangue, sangue su lagrime" (G. Pascoli) quindi va inteso come accumulo di disgrazie invece che a dire il suo contrario.
Altra sottile differenza tra il "non ti curar di loro ma guarda e passa" rispetto all'originale "Non ragioniam di lor, ma guarda e passa" (Dante, ovviamente)
Sto ancora pensando se l'espressione "acuta intelligenza", per indicare una mente sconfinata, sia o meno geometricamente appropriata, e alle sottili differenze tra "avere il diavolo nell'ampolla" o il "trovarlo in un catino" (nel primo caso si intende che lo si domina e assoggetta, nel secondo che non ci sia nulla da mangiare).
A volte capita, "colpa" dei troppi pensieri o di un incipit di Alzheimer, fatto sta che succede di usare comunemente motti stravolti, tali per cui una soglia diventi una foglia.
"Colpa" della grafia che un tempo rendeva così somiglianti la esse e la effe, ma resta che la foglia nei proverbi di solito si mangia e comunque che ha a che fare con la via, stretta o larga che sia?
Idem per la "chiave di svolta", definizione completamente priva di significato eppure spesso utilizzata al posto della "chiave di volta" e cioè a significare la pietra che da sola regge un arco, dunque il punto saliente della vicenda.
"Ah l'amor ond'ardo" e cioè l'amore che mi fa ardere è ben altra cosa di: "l'amor è un dardo" (anche un arciere innamorato lo capisce!)
"Loglio" ovvero la zizzania, la gramigna come vogliamo chiamarla, che diventa "olio" e rende assolutamente incomprensibile il detto "separare il grano dall'olio", così come "fare la cresta" che deriva invece dall'espressione "fare l'agresto" e cioè rubare l'uva acerba per farne vino agro.
E se poi vogliamo "piantare in asso" qualcuno, stiamo emulando Teseo che una volta ucciso il Minotauro "pianta in Nasso" e cioè abbandona in quella località l'amata, forse perchè afflitto dalla "bellezza dell'asino"?
Cosa c'entra l'asino? Niente! E' tutto un malinteso che vorrebbe significare un giovane senza doti altro che la gioventù, come recita il detto originale malamente tradotto: "la beauté de l'âge" (la bellezza dell'età).
Della cruna, dell'ago e del cammello si sa che deriva da una grafia simile di "kamelos" (cammello) e "kamilos" (gomena).
"Piove sul bagnato" deriva da "Piove sul bagnato: lagrime su sangue, sangue su lagrime" (G. Pascoli) quindi va inteso come accumulo di disgrazie invece che a dire il suo contrario.
Altra sottile differenza tra il "non ti curar di loro ma guarda e passa" rispetto all'originale "Non ragioniam di lor, ma guarda e passa" (Dante, ovviamente)
Sto ancora pensando se l'espressione "acuta intelligenza", per indicare una mente sconfinata, sia o meno geometricamente appropriata, e alle sottili differenze tra "avere il diavolo nell'ampolla" o il "trovarlo in un catino" (nel primo caso si intende che lo si domina e assoggetta, nel secondo che non ci sia nulla da mangiare).
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domenica 17 aprile 2011
Maniman
Il secolo XX, con mani prestate dal XIX, non ha ucciso Dio ma - con ben più forte evidenza - ha perso l'uomo. Tra queste immense moltitudini depravate e in perpetua fuga su un'inesorabile pista circolare lo cercheresti invano.
(Guido Ceronetti)
*Maniman è una parola in dialetto genovese dall'arabo "ammanaman" ed ha un significato di cauta aspettativa nei confronti degli eventi e del prossimo
(Guido Ceronetti)
*Maniman è una parola in dialetto genovese dall'arabo "ammanaman" ed ha un significato di cauta aspettativa nei confronti degli eventi e del prossimo
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venerdì 1 aprile 2011
Caravrùddula
Caravrùddula: la traduzione dal logudorese (zona nord-orientale della Sardegna) in italiano è:
briciola (frammento) di ieri (del passato)
sto cercando la traduzione del testo (in genovese, anzi savonese), ma ci tenevo a fare questo gemellaggio ligure-sardo in questi giorni di quasi luna nuova.
niente, traduzione introvabile:(
ho tentato di farla io, ma urge consulenza (BIMBOVERDEEEEEEEE!!!!)
Urge verifica di un madrelingua____ (BRUNOOOOOOOOOO)
la favola
cosa porterà il vecchio dal mare
se non c'è più il vento sulla terra
come farò se qui non c'è più chi racconta storie nella sera
come farò il tempo ci sarà, il tempo del mare
come farò se non è qui, qui a raccontare
cosa porterà il vento dal mare se non c'è più il vecchio sulla terra
come farò se qui non c'è più, a raccontare storie alla sera
come farò il tempo che sarà il tempo del mare
come farò se non è qui, qui a raccontare?
vuoi che te la racconti?
perché la favola della ????
Perchè è la favola della Gatta Moa (?? ) che ("salta")
dalla tavola al barile e dal barile alla tavola
merda in bocca chi me l'ha fatta dire
ma cosa porterà il vecchio dal mare se non c'è più il vento sulla terra?
come farò se qui non c'è più a portare pace sulla terra
come farò il tempo ci sarà il tempo del mare
come farò se non è qui, qui a raccontare?
vuoi che te la racconti?
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martedì 11 gennaio 2011
Allegra_menti_ssima_mente
Filastrocca impertinente,
chi sta zitto non dice niente;
chi sta fermo non cammina;
chi va lontano non s’avvicina;
chi si siede non sta ritto;
chi va storto non va dritto;
e chi non parte, in verità,
in nessun posto arriverà.
chi sta zitto non dice niente;
chi sta fermo non cammina;
chi va lontano non s’avvicina;
chi si siede non sta ritto;
chi va storto non va dritto;
e chi non parte, in verità,
in nessun posto arriverà.
gianni rodari
impertinenza, supponenza, irriverenza, improntitudine, prosopopea, impudenza, sicumera, insolenza, strafottenza, burbanza, saccenza, disobbedienza, ovvero coloro che rompono le palle e non ne vogliono sapere di mettere la faccia nella sabbia (figuriamoci l'intera testa e pure sotto!).
faccia di bronzo, tosta, culo (faccia da culo o come il culo però, però, mica tanto vero___ a una certa età una è piena di rughe, l'altro si difende bene!, abbastanza bene:), schiaffi, merda, tolla, rincoglionito/a, pirla, beduino/a, stronzo/a, scemo/a, galera, assassino/a, giuda, morto/a di sonno, santarellina, bacia pile, stupido/a, pesce bollito, coglione, ladro/a, porco/a, fallito/a, besugo/a, pazzo/a, troia, mascalzone/a, morto/a di fame, mentecatto/a, delinquente, poveraccio/a, baro, spergiuro.
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