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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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sabato 29 dicembre 2012

Eco d'estate

prima che i ricordi delle ombre perdano forma e approfittando dell'estate sabbiosa, usando le dita come matite, le mani come spatole e le braccia come rami che dipartono dalla mente.

dipingendo dune che una scia di vento spruzza sull'onda del mare che trascina al largo le foglie e le vite di chi è già caduto o sta per lasciarsi spazzare via come la cenere di una brace ormai inutile e spenta.



pare troppo gioiosa l'estate per durare.
arriva e sta un giorno, mai di più, poi si rabbuia.
in un anno sono sempre meno i giorni di sole pieno e rovente, quello capace di asciugare anche l'idea del pianto e lasciarmi serena e raggiante invece che perennemente insoddisfatta e dolente a ghiacciare i pensieri da scolare come un drink misto di mojito e cicuta in un deserto affollato di profughi fino al termine del tempo.
nel quando, dell'idea di estate si perda ogni immagine e nel ricordo resti solo l'assenza di profumi, musica e parole per evocarla.

sabato 18 agosto 2012

e la chiamano estate

leggevo che nel 1997 abbiamo avuto l'estate più fredda con una media di 19°, ma oggi la memoria torna a quella del 2003 che ancora resta la più torrida e, per ora, resiste anche al confronto con questa per via di complicate e contorte ragioni e medie statistiche.
quindi, a maggior ragione, se si è sopravvissuti a quella sopravviveremo anche a questa.



è un tuffo musicale in quel periodo, tra le tante che avevo dimenticato ne "tiro via" una così me la ballo, a casa, perchè se esco magari becco una pattuglia che si fa di roba avariata e mi abbatte (il riferimento è alla notizia che è uscita oggi ma riguarda un fatto avvenuto il primo luglio: 46 dico 46 proiettili in sei, peggio dei poliziotti di Maricana) oppure potrei venire processata e condannata per recata offesa a un qualche buddha, oppure semplicemente massacrata da un energumeno d'egitto, o gettata in un canale, dalla finestra, in un pozzo, investita, e chissà cosa altro come di norma accade ogni estate, calda o tiepida fa poca differenza per il gentil sesso e adesso anche per chi ha qualche problemino.



(...) Tieni giù la faccia e nascondila con una sciarpa
(...) non lasciare che l'attenzione ti sommerga
traduzione completa CLICK


giovedì 21 ottobre 2010

Estate Accomodata



Post n°80 pubblicato il 19 Ottobre 2010 da teti900
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Quando cerchiamo una nuova sistemazione, sia una casa o sia un ufficio a un certo punto incontriamo la soluzione giusta. 
Davanti ai nostri occhi appare l'immagine distinta di come il luogo potrà diventare una volta sistemato e, senza alcuno sforzo, riusciamo a vederci e a sentirci come se fossimo già padroni di quello spazio. 
Alla seconda visita inizia una leggera titubanza... gli ambienti sembrano contrarsi, dilatarsi, assumere forme, dimensioni e proporzioni sempre diverse da quella prima volta e spesso a questo momento di panico fa seguito una telefonata all'amico architetto che, nel nostro immaginario si prenderà cura di noi, dei nostri muri, capirà i nostri gusti e le nostre esigenze, risolverà tutti i nostri problemi. 
Basterà raccontargli la sensazione di quella prima volta... basterebbe e invece non basta. Le cose sulla carta sono sempre perfette, dal vero mai. Tanto vale cercare di fare il proprio meglio e accettare l'idea che alla fine se qualcosa non va, forse è perchè nel frattempo sono passati i mesi, si è sotto stress per il momento del trasloco, che da una parte si vorrebbe subito e dall'altra il più tardi possibile, insomma ad accettare che ci si trova in uno stato d'animo diverso e in parte già rinnovato dalla relazione che abbiamo intrapreso con il nuovo habitat. 
Questa è la storia di un'amica che, per salvaguardare la sua privacy, chiamerò "Accomodata" per via che un giorno, l'impresario dell'impresa di ristrutturazione, usò quel termine per significare che stesse comoda, che non si scomodasse a fare un non so che. L'espressione che fece fu così comica che, con il suo consenso, da quel giorno diventò la signora Accomodata. 
In un pomeriggio uggioso all'inizio dell'estate visito il sito. Entro, faccio qualche scatto e Accomodata: "L'ho già fatta io, eccola!" e mi mette sotto il naso una foto. 
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luce
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Ritagli di giornale va bene. 
Ma... non era una pagina di qualche rivista di arredamento era davvero la foto della sua visione di quello spazio! 
Come l'ho invidiata! Pensando a tutte le volte che mi sono sentita dire se avevo delle foto del prima e del dopo... qualche immagine che rendesse la qualità di un intervento feng-shui e quante volte ho risposto che le foto, al pari di un'immagine riflessa hanno il limite di non riuscire a fissare l'energia che anima lo spazio rendendo solo in parte la sensazione vissuta dal vero. L'avessi conosciuta da subito, Accomodata!!! 
Appena mi riprendo dalla sorpresa e lo stupore per quella dote così speciale le spiego che gli arredi sono importanti ma l'atmosfera che vuole creare necessita di tanto altro che va fatto prima. A partire dai muri. "Ok - conclude Accomodata - ho capito cosa vuoi dire... che adesso è così e tu per ora mi aiuti fino a qui" 
prima dopo
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Quando si dice avere una chiara visione delle cose! 
To be continued :-) 
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